Skip to Content


Feed/RSS

E-mail   

Accedi o registrati per utilizzare tutte le funzioni del sito

Oliva bulbare

L’oliva bulbare è un rilievo ovalare, a grande asse verticale, di circa 12-15 mm di altezza e 4-5 mm di larghezza, visibile sulla superficie del bulbo (o midollo allungato od oblongata). Il suo polo superiore giunge fin quasi al solco bulbo-pontino; quello inferiore corrisponde alla metà circa della piramide bulbare. L’oliva risulta spesso solcata da piccoli fascetti obliqui di fibre che si estendono dalla fessura mediana anteriore al peduncolo cerebellare inferiore e corrispondono alle fibre arciformi esterne.

Bulbo (o midollo allungato od oblongata)

Il bulbo (o midollo allungato od oblongata), primo segmento dell’encefalo, origina embriologicamente dalla vescicola mielencefalica ed è compreso tra il midollo spinale in basso, il ponte in alto e il cervelletto in dietro.

Vasi del tronco encefalico (o cerebrale)

Il tronco cerebrale è irrorato dal sistema delle due arterie vertebrali, destra e sinistra. L’arteria vertebrale, dopo aver percorso il canale trasversario delle vertebre cervicali ed aver perforato la membrana occipito-atlantoidea posteriore e la dura madre, entra nello spazio sottoaracnoidale dove si trova a lato del bulbo (o midollo allungato). Decorrendo verso l’alto e medialmente, essa passa sulla faccia anteriore di quest’ultimo e, raggiunto il solco bulbo-pontino, si unisce con quella eterolaterale, formando l’arteria basilare.

Timociti

La maggioranza dei timociti è data da piccoli linfociti fortemente addensati nella zona corticale del timo e meno ravvicinati nella zona midollare. Questi linfociti sono in diverso stadio di maturazione. In generale, le cellule destinate ad evolversi lungo la linea differenziativa T entrano nella corticale timica per via ematica; la maturazione inizia nella corticale e, via via che maturano, i timociti migrano verso la midollare che contiene, principalmente, linfociti T maturi.
Questi linfociti T hanno per la maggior parte lunga vita e ricircolano continuamente tra il sangue e la linfa attraversando gli organi linfatici (tranne il timo) dove soggiornano per tempi variabili.

Pneumociti

Gli pneumociti sono le cellule che costituiscono l’epitelio che riveste gli alveoli polmonari. Si distinguono pneumociti di I e II tipo.
Gli pneumociti di I tipo sono cellule appiattite il cui citoplasma si sol­leva, nella porzione che accoglie il nucleo, verso la cavità dell'alveolo. Il citoplasma è relativa­mente povero di organuli e può contenere vesci­cole di pinocitosi soprattutto nel versante che prospetta verso la membrana basale.

Pituiciti

I pituiciti sono cellule di nevroglia modificate che possono presentare aspetti morfologici di­versi. Si distinguono: adenopituiciti, di forma rotondeggiante, forniti di scarsi prolungamenti; reticolopituiciti, ricchi di prolungamenti, dispo­sti a formare una specie di rete; fibropituiciti, allungati o fusiformi; micropituiciti, più pic­coli degli altri tipi e con brevi prolungamenti.

Pinealociti

I pinealociti sono le cellule pricipali dell’epifisi. Hanno origine neuroectodermica e aspetto epitelioide, con nucleo relativamente grande, provvisto di nucleolo, e citoplasma debolmente basofilo da cui partono prolungamenti di lunghezza e diametro variabile che si intrecciano con quelli delle cellule gliali. L’estremità di questi prolungamenti può prendere rapporto con la parete dei vasi.

Enterociti

Gli enterociti ricoprono i villi intestinali e rappresentano una grande parte delle cellule che rivestono le cripte. Sono cellule alte, prismati­che, provviste di orletto striato con nucleo ovoidale posto nella parte media o profonda; il complesso di Golgi si trova sui lati del nucleo e tra questo e la superficie libera della cellula.

Cellule principali della paratiroide

Le cellule principali delle paratiroidi sono le più numerose e rappresentano l'unico tipo cellulare presente nei primi anni di vita. Sono le cellule responsabili della produzione del paratormone e assumono aspetti strutturali diversi, probabilmente in rapporto allo stato funzionale; si distinguono in cellule scure e cellule chiare.

Cellule ossifile delle paratiroidi

Le cellule ossifile delle paratiroidi cominciano a comparire verso i 5-6 anni di vita e, a partire dalla puber­tà, aumentano progressivamente di numero, senza tuttavia mai raggiungere quello delle cel­lule principali. Nell'adulto, e soprattutto nel vecchio, si raggruppano in ammassi circoscritti, ben distinti da quelli delle cellule principali. Hanno nucleo piccolo con cromatina addensata e citoplasma intensamente acidofilo. Tale acidofilia è dovuta alla ricchezza in enzimi ossida­tivi (particolarmente anidrasi carbonica), dimo­strabili istochimicamente e localizzati nei mito­condri.

Condividi contenuti

Il sito ti è utile? Allora votalo!
Non ti costa nulla ma aiuti a mantenerlo in vita.
Grazie.