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Vasi e nervi della membrana del timpano

La vascolarizzazione della membrana del timpano è assicurata da reti vascolari arteriose e venose, situate al di sotto sia della superficie cutanea che della superficie mucosa.
Le arterie sottocutanee provengono da rami arteriosi che vascolarizzano il meato acustico esterno (arteria timpanica anteriore e auricolare profonda, della mascellare interna); le arterie sottomucose derivano dalle arterie timpanica anteriore e stilomastoidea. I rami delle arterie sottocutanee decorrono radialmente nella membrana, dalla periferia verso l’umbo. Il manico del martello è accompagnato da un ramo radiale più grosso, l’arteria del manico del martello, talvolta duplice.

Membrana del timpano

La membrana del timpano chiude il fondo del meato acustico esterno, dividendolo dal cavo del timpano. Essa agisce in un piano tale che la sua faccia laterale volge in basso e in avanti.                                                                              Membrana del timpano

Vasi e nervi del cavo del timpano

Una delicata rete arteriosa assicura l’apporto ematico alla mucosa del cavo del timpano, alle sue parti ossee, agli ossicini e ai muscoli in esso contenuti. Diverse arterie concorrono alla formazione di questa rete.

Cavo del timpano

Il cavo del timpano è una cavità ossea contenuta nella rocca petrosa dell’osso temporale e posta tra l’orecchio esterno e l’orecchio interno. Accoglie la catena degli ossicini e comunica attraverso la tuba uditiva con la faringe e mediante l’aditus ad antrum con l’apparato mastoideo. Ha la forma di una lente biconcava in cui si considerano due pareti (laterale e mediale) più estese e una circonferenza, più ristretta, che può essere suddivisa in quattro pareti: anteriore, posteriore, superiore e inferiore.

Vasi e nervi del meato acustico esterno

Le arterie del meato acustico esterno provengono dai rami della carotide esterna e cioè dalle arterie auricolare posteriore, temporale superficiale, parotidee, per la parte fibrocartilaginea del meato; dalle arterie timpanica anteriore e auricolare profonda (della mascellare interna), per la parte ossea.
Le vene sono affluenti della vena temporale superficiale, del plesso venoso periarticolare  temporomandibolare e delle vene auricolari posteriori.
I vasi linfatici sono tributari delle stesse stazioni linfonodali che ricevono i linfatici del padiglione auricolare, quindi: dei linfonodi pretragici, parotidei sottofasciali, parotidei inferiori, mastoidei e parotidei inferiori.

Meato acustico esterno

Il meato acustico esterno è un condotto, fornito di uno scheletro fibrocartilagineo nel suo terzo laterale e di uno scheletro osseo nei suoi due terzi mediali, che si estende dalla conca del padiglione all’orecchio medio, terminando a livello della membrana del timpano. Sul piano orizzontale presenta un decorso a S italica, essendo il suo segmento esterno obliquo in avanti, il segmento medio in dietro e il segmento interno ancora in avanti; sul piano frontale esso è diretto medialmente e un poco in basso, descrivendo nel suo insieme una lieve curva a convessità superiore.

Vasi e nervi del padiglione auricolare

Le arterie del padiglione auricolare sono rami delle arterie auricolare posteriore e temporale superficiale (carotide esterna).

Padiglione auricolare

Il padiglione auricolare, da un punto di vista funzionale, ha un’importanza ridotta nell’uomo. Ciononostante è accertata una sua funzione nella localizzazione della sorgente sonora nello spazio e nella concentrazione dell’energia sonora verso il meato acustico esterno. All’espletamento di queste funzioni concorrerebbe notevolmente la morfologia della conca e dei rilievi del padiglione i quali attuerebbero, per le loro caratteristiche costitutive, un processo di sfasamento delle onde sonore che ha importanza per la localizzazione spaziale del messaggio acustico.

Apparato dell’udito (od orecchio)

L’apparato dell’udito (od orecchio), è costituito da organi in gran parte contenuti nello spessore dell’osso temporale. La funzione di questi organi è di assicurare la percezione di tre tipi di stimoli: sonori, gravitari e di accelerazione. Conseguentemente, nell’orecchio sono accolti due tipi diversi di recettori: i recettori acustici per la sensibilità uditiva e i recettori statocinetici per la sensibilità gravitazionale e di accelerazione.

Vasi e nervi delle vie lacrimali

Le arterie per i condotti e per il sacco lacrimale sono rami delle arterie palpebrali mediali. Quelle per il condotto nasolacrimale, oltre che dalle palpebrali mediali, derivano dall’arteria sfenopalatina.
Le vene dei condotti e del sacco lacrimale sboccano principalmente nella vena angolare; quelle del condotto nasolacrimale sono tributarie della vena sfenopalatina.
I vasi linfatici delle vie lacrimali sono tributari della rete linfatica delle palpebre in alto e di quella delle fosse nasali in basso.
I nervi sono rami dell’infratrocleare; il canale nasolacrimale riceve anche rami dai nervi alveolari anterosuperiori.

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