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Struttura della fovea centralis

A livello della fovea centralis e della papilla ottica, la retina presenta una struttura del tutto particolare.

Struttura della retina

La parte ottica della retina è formata da due foglietti: uno esterno (o epitelio pigmentato) e uno interno (o retina propriamente detta). La retina propriamente detta è formata da tre strati di cellule nervose che, procedendo dall’epitelio pigmentato verso l’interno dell’occhio, si susseguono in quest’ordine: strato dei fotorecettori (cellule dei coni e dei bastoncelli), strato delle cellule bipolari e strato delle cellule multipolari.
Ciascuno di questi tre strati è ulteriormente suddiviso in altri, cosicché gli strati della parte ottica della retina risultano 10. La loro successione dall’esterno verso l’interno avviene così:

Struttura della palpebra

Procedendo dalla faccia anteriore alla posteriore delle palpebre si trovano: cute, strato sottocutaneo, strato muscolare, strato intermedio, strato muscolare liscio e congiuntiva palpebrale.
La cute delle palpebre, sottile e ricoperta di delicata lanugine, è provvista di scarse ghiandole sebacee e di piccole ghiandole sudoripare.
Lo strato sottocutaneo delle palpebre, molto lasso, è privo di tessuto adiposo e molto distendibile.
Lo strato muscolare delle palpebre è costituito dalla parte palpebrale del muscolo orbicolare dell’occhio la cui porzione più esigua, corrispondente al margine palpebrale, prende il nome di muscolo ciliare (di Riolano).

Struttura del padiglione auricolare

Il padiglione auricolare è costituito da uno scheletro fibrocartilagineo, da legamenti, da muscoli e da un rivestimento cutaneo.

Struttura dell’organo di Corti

Struttura dell’organo di Corti L’organo di Corti rappresenta un territorio differenziato dell’epitelio di rivestimento del labirinto membranoso; esso risulta costituito dalle cellule di sostegno e dai recettori, le cellule acustiche, che sono cellule sensoriali secondarie.
Le cellule di sostegno dell’organo di Corti sono i pilastri di Corti, le cellule di Deiters, di Hensen e di Claudius.

Mucosa del cavo del timpano

Il cavo del timpano è rivestito da una mucosa che continua in quella che tappezza la tuba uditiva e le cavità pneumatiche della mastoide. Questa mucosa è formata da un epitelio pavimentoso semplice e da una sottile tonaca propria, intimamente connessa al periostio sottostante spesso infiltrata da linfociti. In vicinanza della tuba si possono reperire, nel contesto dell’epitelio timpanico, isole di epitelio cilindrico vibratile.
La tonaca mucosa riveste anche la superficie degli ossicini dell’udito, a livello dei quali forma pieghe, paragonabili a piccoli mesi, che sedimentano la cavità delimitando varie tasche.

Struttura della membrana del timpano

La pars tensa della membrana del timpano è formata da una lamina fibrosa rivestita, esternamente, da uno strato cutaneo che continua con quello del meato acustico esterno e internamente dalla mucosa che tappezza l’intero cavo del timpano.

Struttura del meato acustico esterno

Nel meato acustico esterno si distinguono un segmento laterale dotato di scheletro cartilagineo e fibroso e un segmento mediale provvisto di scheletro osseo.
La porzione cartilaginea dello scheletro, a forma di doccia concava superiormente, è unita tramite un istmo alla cartilagine del padiglione auricolare e presenta sulla faccia anteriore una serie di fessure colmate da tessuto fibroso; sono queste le incisure del Santorini, che contribuiscono alla mobilità del condotto. La doccia cartilaginea viene chiusa superiormente e trasformata in canale da una lamina di connettivo fibrillare denso che serve pure a connetterla stabilmente con la restante parte ossea del meato acustico esterno.

Struttura dell’iride

Per quel che concerne la struttura, nell’iride si susseguono, dall’avanti all’indietro, i seguenti strati: endotelio, stroma, parte iridea della retina.

Struttura della congiuntiva

La congiuntiva è una membrana con le caratteristiche di una mucosa. Vi si distingue perciò un epitelio di rivestimento che è pavimentoso composto nella congiuntiva bulbare, in vicinanza dell’orlo sclerocorneale; le sue cellule superficiali si fanno quindi progressivamente più alte procedendo verso i fornici, dove l’epitelio diventa batiprismatico composto. Anche a livello della congiuntiva palpebrale l’epitelio si mantiene batiprismatico presentando minore altezza in quanto risulta costituito solo da due soli piani di cellule. Dove l’epitelio è costruito in superficie da cellule cubiche o cilindriche, si osservano intercalate fra queste frequenti cellule caliciformi mucipare.

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