Batteri

I batteri sono microrganismi procarioti (quindi privi di un distinto compartimento nucleare o di altri organelli intracellulari) di forma sferica o cilindrica, con diametro cellulare di 1 o pochi µm. I batteri di forma sferica o quasi sferica sono chiamati cocchi; quelli di forma cilindrica prendono il nome di bacilli. I batteri di forma cilindrica, se particolarmente corti, sono definiti cocco-bacilli; se presentano le estremità assottigliate sono detti bacilli fusiformi; quando presentano una o più curvature lungo l’asse maggiore sono chiamati vibrioni (o spirilli).
Spesso le cellule che si producono in un certo numero di generazioni mantengono uno stretto rapporto dando origine a caratteristici raggruppamenti che prendono il nome di:

  • Diplococco, quando i batteri sono riuniti a due a due. Nel caso di bacilli si parla di diplobacilli.
  • Stafilococco,quando danno luogo ad ammassi irregolari, a grappolo.
  • Streptococco, quando si dispongono in catenelle più o meno lunghe. Nel caso di bacilli si parla di streptobacilli.

La semplice struttura di una cellula batterica è fondamentalmente costituita da una struttura cromosomica estremamente semplice, immersa senza interposizione di una membrana nucleare nel citoplasma nel quale, a sua volta, non sono dimostrabili gli organelli caratteristici delle cellule eucariotiche.
Il citoplasma è delimitato verso l’esterno da una membrana citoplasmatica dalla quale si dipartono, verso l’interno del citoplasma, una serie di complicate invaginazioni che formano il sistema dei mesosomi.
Il tutto è racchiuso da un contenitore rigido formato dalla parete batterica (o sacculo), alla cui superficie si trova spesso uno strato di materiale mucoso, quasi sempre di natura polisaccaridica, di spessore variabile che prende il nome di strato mucoso (o capsula).
In alcune specie batteriche, la cellula è provvista di sottili appendici libere costituire dai flagelli, che permettono il movimento dei batteri, e dai pili che sono implicati nel processo di replicazione batterica.
Come per le cellule eucariotiche, il maggior componente della cellula batterica è l’acqua che rappresenta l’80% del peso totale della cellula. Nell’acqua sono disciolti i vari costituenti organici ed inorganici; di questi ultimi, i più importanti sono il potassio, il sodio, il magnesio, il calcio, il ferro, lo zinco, il fosforo e lo zolfo.
I componenti organici sono gli stessi che si possono trovare nelle cellule eucariotiche ma ciò che caratterizza un tipo di batterio è la disposizione delle macromolecole che essi formano.

Considerato che il potere di risoluzione del microscopio ottico è di 0,15 µm e che una cellula batterica ha un diametro di 1 µm, s’intuisce che il tipo di informazioni che si può acquisire sulla morfologia della cellula batterica sia generico e limitato alle dimensioni, alla forma e all’aggruppamento delle singole cellule.
Per aumentare il contrasto col mezzo circostante e rendere più facile lo studio morfologico, è possibile effettuare colorazioni. A differenza delle cellule eucariotiche che hanno nucleo basofilo e citoplasma acidofilo, le cellule batteriche sono uniformemente basofile, quindi è possibile utilizzare solo coloranti basici.
Le colorazioni usate in batteriologia si distinguono in semplici e differenziali.

  • Le colorazioni semplici sono quelle che si eseguono mettendo a contratto, in un solo tempo, un unico colorante con il preparato contenente i batteri da colorare; questo tipo di colorazione ha solo lo scopo di agevolare le rilevazioni morfologiche. I coloranti più comuni usati in questo modo sono il cristal violetto, la fuxina basica e il blu di metilene.
  • Le colorazioni differenziali presuppongono l’uso di più coloranti, usati in tempi successivi, e consentono di evidenziare differenze di colorazione tra specie batteriche diverse e di individuare particolari strutture intracellulari. Il più importante metodo di colorazione differenziale è la colorazione di Gram.

Articolo creato il 18 aprile 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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