Catena degli ossicini dell’udito (martello, incudine, staffa)

La catena degli ossicini dell’udito è formata dal martello, dall’incudine e dalla staffa, tre piccole ossa articolate fra loro per diartrosi e mantenute nelle rispettive posizioni da un apparato legamentoso.

  • Il martello, il più laterale degli ossicini, è formato da una testa, un collo e un manico.
    La testa del martello è situata nel recesso epitimpanico: ha forma ovoidale e possiede una superficie articolare per l’incudine nella sua parte posteriore.
    Il collo del martello collega la testa al manico; esso corrisponde lateralmente alla pars flaccida della membrana del timpano, mentre medialmente è incrociato dalla corda del timpano, ramo del nervo faciale.
    Il manico del martello, contenuto nello spessore della membrana del timpano, è obliquo in basso, in dietro e in dentro; esso si dirige perciò verso l’umbo, dove termina. Presenta due apofisi che originano dalla sua parte superiore: l’apofisi breve (o laterale), corta e tozza, è rivolta in fuori, contro la pars flaccida della membrana del timpano, e dà inserzione ai due legamenti timpanomalleolari; l’apofisi lunga (o anteriore) è un prolungamento sottile e lungo che si dirige in avanti, verso la fessura petrotimpanica (di Glaser).
  • L’incudine ha forma approssimativamente simile a quella di un dente molare; vi si distinguono un corpo e due processi.
    Il corpo dell’incudine, accolto nel recesso epitimpanico, presenta una superficie articolare per la testa del martello.
    Dei due processi, quello breve (o superiore) si dirige verso la parete posteriore del cavo del timpano, che raggiunge poco al di sotto dell’aditus ad antrum andando a fissarsi alla fossa dell’incudine; quello lungo (o inferiore) si porta in basso e termina, piegando medialmente, con il breve processo lenticolare, per mezzo del quale l’incudine si articola con la staffa.
  • La staffa è situata medialmente all’incudine; vi si considerano una testa, due archi e una base.
    La testa della staffa si articola con il processo lenticolare dell’incudine e nella sua parte posteriore dà inserzione al muscolo stapedio.
    I due archi (anteriore e posteriore) terminano nella base (o platina), una laminetta di tessuto osseo di forma ellittica che occupa la finestra ovale, con il bordo della quale è connessa mediante un legamento anulare.
    Nella base della staffa si riconoscono una faccia laterale, rivolta verso il cavo del timpano e coperta dalla mucosa timpanica, e una faccia mediale, rivolta verso il vestibolo.

Martello, incudine, staffa

La catena degli ossicini è mantenuta nella sua posizione dalle connessioni del manico del martello con la membrana timpanica, dal legamento anulare della staffa e dai legamenti del martello e dell’incudine. La testa del martello è infatti connessa con il tetto del recesso epitimpanico dal legamento superiore del martello; il collo del martello è connesso con l’osso timpanico mediante il legamento laterale; il legamento anteriore muove dal processo omonimo del martello e, portandosi in avanti, passa attraverso la fessura petrotimpanica per raggiungere la spina angolare dello sfenoide, sulla quale si fissa. Per quanto riguarda l’incudine, il legamento posteriore ne fissa l’apofisi breve alla fossa dell’incudine, posta sotto all’aditus ad antrum; il legamento superiore collega il corpo dell’incudine alla volta del recesso epitimpanico.
Gli ossicini dell’udito si articolano fra loro per diartrosi. Così, la testa del martello si articola con il corpo dell’incudine realizzando un’articolazione a sella; il processo lenticolare dell’incudine si articola con la testa della staffa, costituendo un’enartrosi. Come in tutte le diartrosi, anche in queste i capi articolari sono rivestiti da cartilagine articolare e fra loro connessi mediante capsule articolari rivestite internamente da una membra sinoviale. La catena degli ossicini dell’udito è completamente rivestita dalla mucosa del cavo del timpano che vi arriva dalle pareti costituendo diverse pieghe. Fra queste sono da ricordare quelle che completano le pareti della così detta tasca di Prussak, un piccolo recesso del cavo del timpano compreso tra la pars flaccida della membrana timpanica e il collo del martello. La tasca è chiusa in alto dalla piega del legamento laterale del martello, in basso dalla piega dell’apofisi breve dello stesso ossicino, in avanti da una terza piega della mucosa, mentre in dietro è aperta e comunica con il cavo del timpano.

La catena degli ossicini è contenuta nel cavo del timpano, che attraversa in senso latero-mediale, stabilendo un collegamento tra membrana del timpano e finestra ovale; l’ampiezza dei movimenti conferiti alla catena della membrana del timpano è regolata da due piccoli muscoli: il muscolo tensore del timpano o del martello e il muscolo stapedio o della staffa.
I due muscoli agiscono in via riflessa e sinergicamente variando l’intensità della loro contrazione in base alle richieste funzionali: si contraggono simultaneamente e fortemente in risposta a stimolazioni sonore molto intense, irrigidendo, con il loro effetto antagonista, la catena degli ossicini e smorzando quindi la trasmissione delle vibrazioni all’orecchio interno (da cui l’iperacusia che segue alla paralisi del muscolo stapedio); agiscono in maniera modulata, agonista e antagonista, per migliorare la percezione delle varie tonalità dei suoni; la prevalenza del muscolo tensore del timpano, aumentando la tensione della membrana, faciliterebbe la trasmissione dei suoni acuti, mentre quella dello stapedio, che svolge un’azione opposta, favorirebbe la trasmissione dei suoni gravi. Da un punto di vista funzione, la catena degli ossicini rappresenta il sistema più efficiente per la trasmissione dei suoni dall’orecchio esterno all’orecchio interno. La membrana del timpano, vibrando, trasmette infatti il suo movimento al martello, questo all’incudine e l’incudine alla staffa; quando la membrana del timpano si sposta medialmente (verso il cavo del timpano) anche la staffa si sposta medialmente e si approfonda nella finestra ovale; quando la membrana del timpano si sposta lateralmente (verso il meato acustico esterno), anche la staffa si sposta nello stesso senso. Gli spostamenti della staffa vengono trasmessi dalla sua base alla perilinfa del vestibolo. L’asse secondo il quale si compiono questi movimenti d’altalena della catena degli ossicini è una linea orizzontale, diretta in senso antero-posteriore, che dall’incisura petrotimpanica anteriore raggiunge la fossetta dell’incudine, passando per il processo anteriore del martello e l’apofisi breve dell’incudine. Le onde sonore possono però propagarsi all’orecchio interno anche per vibrazione dell’aria contenuta nel cavo del timpano o per vibrazione in toto delle formazioni ossee che circondano la coclea. Questo fatto spiega come la distruzione della catena degli ossicini nel corso di interventi chirurgici o in seguito a processi patologici, pur determinando una grave ipoacusia, non abolisca del tutto la percezione dei suoni.

Catena degli ossicini

Articolo creato il 7 ottobre 2012.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

 

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