Cheratinociti

I cheratinociti rappresentano le cellule principali della cute. Sono elementi cubici o prismatici che hanno l’asse maggiore perpendicolare alla giunzione dermoepidermica. Il loro nucleo è allungato e il citoplasma presenta un elevato grado di basofilia. Nel citoplasma, accanto ai comuni organuli, si trova una variabile quantità di melanina sotto forma di fini granulazioni, per lo più addensate al livello del polo nucleare superficiale.
Subiscono un’ordinata e progressiva sequenza di trasformazioni da elementi a intensa attività mitotica e metabolica a lamine inerti cheratinizzate.
Ai livelli più profondi dell’epidermide (strati basale e spinoso), i cheratinociti sono prodotti per proliferazione cellulare; nello strato spinoso, peraltro, essi iniziano già quel processo fisiologico di citomorfosi che, con la progressiva ascesa verso la superficie cutanea, li porta a morte (strato granuloso) e successivamente (strato lucido e corneo) alla definitiva trasformazione in lamelle di cheratina, una scleroproteina fibrosa estremamente resistente.

I cheratinociti sintetizzano e accumulano nel loro interno proteine strutturali (cheratine), trasferendosi poi in superficie, per formare essi stessi uno strato protettivo (corneo). Questo processo prende il nome di cheratogenesi.
La cheratogenesi si attua nell’arco di 12-14 giorni durante i quali le cellule figlie, derivate da processi mitotici dello strato basale, cominciano a sintetizzare materiale proteico in forma fibrillare (tonofilamenti). Si tratta di un’α-cheratina, proteina elicoidale povera di aminoacidi solforati (cisteina, metionina) e ricca di prolina.
I tonofilamenti sono scarsamente rappresentati nello strato basale, dove si orientano verticalmente secondo l’asse maggiore della cellula. Essi aumentano però progressivamente di numero via via che la cellula si sposta verso lo strato corneo rappresentando, a questo livello, circa la metà del contenuto proteico totale; l’altra metà è invece costituita da proteine interfilamentose amorfe ed eterogenee (matrice), ricche specialmente di cisteina e probabilmente derivate dalla trasformazione dei granuli cheratoialini.
Tonofilamenti e matrice, combinandosi tra loro, costituiscono la cheratina, che subisce successivamente una fase finale di consolidamento, consistente nella formazione di legami disolfuro a livello delle catene laterali della sua molecola.
Nella cheratina cosiddetta “dura” (unghie, corteccia del pelo), i microfilamenti si dispongono nella matrice in gruppi di sei.
Nella cheratina “molle” (epidermide) sono invece reperibili innumerevoli organizzazioni di microfilamenti, mentre la matrice è sempre molto ridotta.
Tramite studi di diffrazione ai raggi X, sono state dimostrate tre diverse conformazioni fisiche della cheratina:

  • Cheratina amorfa (cuticola del pelo).
  • alfa-cheratina, ripiegate con un periodo longitudinale 0,5 nm (strato corneo dell’epidermide, unghia, corteccia del pelo).
  • beta-cheratina, allungate rispetto alle precedenti del 100%, con un periodo longitudinale di 1 nm (midolla del pelo).

Articolo creato il 16 luglio 2011.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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