Classificazione dei reati

I reati possono essere classificati per:

  • Gravità:
    • Delitti: sono più gravi e sono puniti con la multa e/o la reclusione.
    • Contravvenzioni: sono meno gravi e punti con l’ammenda e/o l’arresto.

La differenza tra reclusione e arresto è rappresentata dalla durata: in genere l’arresto è di alcuni mesi (comunque massimo 3 anni ai sensi della legge). Se è un delitto possono anche esserci le cosiddette “pene accessorie” come l’allontanamento dal lavoro.

  • Intenzionalità:
    •  Dolosi: quando c’è l’intenzione di provocare un danno. In particolare il dolo può essere:
      • Generico, se presuppone la volontà e la coscienza che si esplica nel compimento dell’atto stesso. È rappresentato quindi dalla semplice volontà, non necessitano particolari condizioni perché si configuri e non è necessario che si raggiunga lo scopo.
      • Specifico, se il dolo è commesso per un fine particolare, ad esempio per rabbia.
      • Eventuale, se pur non volendo un risultato di danno da un’azione, le probabilità che questo ne derivi sono molto alte (ad esempio, un individuo spara nella folla: la probabilità che qualcuno resti ucciso o ferito è molto alta).
      • Alternativo, se l’agente prevede, come conseguenza certa o possibile, il verificarsi di due eventi ma non sa quale si realizzerà in concreto (ad esempio, un individuo spara volendo indifferentemente ferire o uccidere).
    • Preterintenzionali: quando c’è l’intenzione di provocare un determinato danno ma dall’azione ne risulta un danno maggiore (ad esempio, si ha l’intenzione di dare un pugno per provocare un danno ma a seguito la vittima cade e muore; è evidente che il danno conseguito è maggiore rispetto a ciò che era nell’intenzione).
    • Colposi: quando non si vuole determinare un danno che è prevedibile se ci si comporta con negligenza, imprudenza, imperizia (sono i tre elementi della colpa generica) o per non rispetto di regole e codici (la così detta colpa specifica).
  • Soggettività:
    • Unisoggettivo: commessi da un solo individuo, come un omicidio.
    • Plurisoggettivo: commessi da almeno due persone, ad esempio il reato di rissa.
    • Comune: può commetterli chiunque.
    • Esclusivo: possono essere commessi, ad esempio, solo dai pubblici ufficiali (come il reato di corruzione).
  • Azione:
    • Commissivo.
    • Omissivo. L’unico reato omissivo proprio (cioè disciplinato dal Codice Penale) è l’omissione di soccorso mentre gli altri sono reati omissivi impropri (perché non trovano una disciplina specifica nel Codice Penale).
    • A forma libera, se la condotta è sufficiente a cagionare l’evento previsto dalla norma (come l’omicidio).
    • A forma vincolata, se l’attività esecutiva è rigidamente fissata dalla norma incriminatrice (come il reato di truffa).
  • Evento:
    • Di condotta: viene punita la condotta, ad esempio nell’omissione di soccorso, e perché si configuri il reato è sufficiente questo senza che vi sia necessariamente un evento negativo conseguente che, quindi, rappresenterà un aggravante al reato) o di evento o di danno (ad esempio l’omicidio).
    • Di pericolo: ad esempio tentato omicidio.
    • Consumato.
    • Tentato.
  • Durata:
    • Istantaneo, se il reato si produce all’istante (come l’omicidio).
    • Permanente, se il reato perdura per un certo lasso di tempo (come il sequestro di persona).
    • Abituale, se il reato è reiterato nel tempo (come lo sfruttamento della prostituzione).
    • Continuato.
  • Procedibilità:
    • Procedibile d’ufficio: quando l’autorità giudiziaria, ovvero la Procura della Repubblica, procederà autonomamente con le indagini non appena riceverà notizia del reato anche attraverso la stampa.
    • Procedibile a querela: quando è necessario che la persona offesa dal reato faccia esposto presso la Procura della Repubblica affinché questa possa procedere alle indagini.

Articolo creato il 30 dicembre 2013.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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