Cute

La cute (o pelle) è l’organo più esteso e pesante del corpo umano; nell’adulto essa presenta una superficie di circa 1,5-2 m2 e un peso totale di circa 15 Kg, con variazioni legate al sesso e allo sviluppo somatico individuale.
Forma il rivestimento esterno di tutto il corpo, compresi il meato acustico esterno e la superficie laterale della membrana timpanica; essa continua poi, a livello dei corrispondenti orifizi, con le mucose degli apparati respiratorio, digerente e urogenitale e, a livello del margine palpebrale e dei punti lacrimali, rispettivamente con la congiuntiva e il rivestimento dei canalicoli lacrimali.
Lo spessore della cute, apprezzabile alla palpazione, varia notevolmente, secondo le zone corporee e in rapporto all’età e al sesso. È minimo a livello del pene, della membrana timpanica, del meato acustico esterno e delle palpebre (0,5 mm); aumenta considerevolmente nel palmo delle mani, nella pianta dei piedi, nella nuca e nel dorso (4 mm).
La cute, pur aderendo ai piani profondi, presenta una certa spostabilità su di essi; ciò facilita i movimenti articolari e consente di sollevare in pliche più o meno ampie la cute stessa nella maggior parte dei distretti corporei. Sulla faccia anteriore della tibia, sulla cresta iliaca, sull’acromion, sulla piega dell’inguine, sulla faccia posteriore del sacro, sulla pianta dei piedi e sul palmo delle mani, la struttura della cute è tale da far sì che la sua aderenza ai piani profondi risulti particolarmente forte impedendo, in tali distretti, la produzione di pliche.
La cute varia nel colore, anzitutto in rapporto alla razza (bianca, nera, gialla, ecc.); anche nella razza bianca, però, esistono variazioni del colore cutaneo tra soggetti diversi; ciò si verifica inoltre, nello stesso soggetto, tra regioni cutanee diverse (areola mammaria, genitali, regione estensoria degli arti, orlo roseo delle labbra) e in differenti condizioni fisiologiche (esposizione alla luce ultravioletta, gravidanza). Il colore della cute deriva da un complesso di fenomeni fisici legati essenzialmente a tre fattori: il colorito del sangue nei vasi, la presenza nella cute di sostanze colorate (pigmenti) e il colore proprio della cute stessa che è in grado di variare il suo assorbimento specifico della luce.
L’aspetto superficiale della cute è liscio ma ricco di lievi irregolarità che, impedendo un’omogenea riflessione della luce, ne condizionano i caratteri di scarsa lucentezza. All’esame con lente d’ingrandimento di una cute sana tali irregolarità si rilevano variamente distribuite nelle diverse regioni, anzitutto come depressioni puntiformi, date dall’emergenza dai peli e dagli orifizi delle ghiandole sudoripare, e inoltre come solchi superficiali, solchi profondi, creste e pieghe.

  • I solchi superficiali si trovano in zone di cute provviste di peli i quali emergono sempre in corrispondenza di essi Impronta digitale, dermatoglifispesso anche dei loro punti d’incrocio. È proprio grazie agli incroci dei solchi superficiali che la cute di queste zone viene suddivisa in aree poligonali di varia grandezza, assumendo così un aspetto caratteristico (cute ad areole).
  • I solchi profondi si localizzano invece nelle zone glabre con disposizione parallela, in modo da delimitare sporgenze lineari che consentono di definire la cute di questi distretti come cute a creste; sulla sommità di ogni cresta si trovano, a intervalli regolari, gli orifizi delle ghiandole sudoripare. Al piano delle mani e alla pianta dei piedi, in corrispondenza delle falangi distali e, rispettivamente, delle teste metacarpali o metarsali, il disegno dei solchi e delle creste viene ad assumere precise caratteristiche con un rilievo centrale tipico.
    La morfologia delle impronte digitali (o dermatoglifi) è determinata geneticamente con ereditarietà multifattoriale sebbene possa venire influenzata, in un certo grado, da difetti metabolici prenatali oltre che, naturalmente, da disturbi di natura genetica.
  • Nell’adulto le pieghe appaiono più profonde ed evidenti dei solchi e si localizzano in determinate regioni, sia in rapporto con il loro meccanismo di insorgenza (pieghe muscolari, pieghe articolari) che tende a farle divenire permanenti, sia in relazione con la loro struttura che determina un’aderenza più o meno accentuata sui piani profondi.

Cute

Strati della cute

Articolo creato il 10 gennaio 2012.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.