Ganulociti neutrofili (o eterofili)

I granulociti neutrofili (o eterofili) denominati anche microfagi, sono normalmente assenti nel tessuto connettivo lasso ma si accumulano in grande numero nei focolai di infiammazione provenendo dal sangue. Sono dotati di notevole motilità e di attività fagocitaria. Rappresentano la prima linea di difesa contro le infezioni.Granulociti neutrofili
Come i granulociti eosinofili, contengono istaminasi che degrada l’istamina rilasciata dai mastociti contribuendo al controllo locale delle reazioni di ipersensibilità immediata.
Sono i granulociti più numerosi rappresentando dal 50 al 70% di tutti i leucociti e sono così chiamati per la loro affinità tintoriale per i sali neutri di alcuni coloranti; presentano, a tal proposito, granuli rosa-lilla.
Ad essi sono affidate funzioni di difesa specifica esercitata mediante la fagocitosi e l’attività litica dei loro enzimi lisosomi ali. Hanno vita breve (in media 12-24 ore) e vengono continuamente rinnovati. Nello striscio di sangue il loro diametro è di 10-14 µm.
Con le colorazioni policromatiche di May-Grunwald-Giemsa o  di Wright è ben evidenziabile il nucleo polimorfo, plurisegmentato, cioè fornito di numerose lobulazioni il cui numero varia da 2 a 5; il numero di lobulazioni aumenta man mano che il granulocito invecchia. Secondo la formula di Arneth, i granulociti con nucleo non lobulato sarebbero il 5%, quelli con due lobulazioni il 25%, con tre lobulazioni il 40%, con quattro lobulazioni il 25%, con cinque lobulazioni il 5%.
In una certa percentuale di granulociti neutrofili è possibile rilevare nel nucleo una piccola appendice cromatinica, di 1,5 µm, piriforme, denominata “drumstick” (bacchetta di tamburo), a significato analogo a quello del corpo di Barr riscontrabile nel nucleo di altre cellule somatiche femminili: essa rappresenta la cromatina sessuale formata da uno dei due cromosomi sessuali X (quello eterocromatico, inattivo). Il drumstik è riscontrabile fino all’80% dei granulociti femminili e fino al 10% di quelli maschili.Drumstick
Caratteristiche sono, nel citoplasma, le granulazioni rosa-lilla finissime; sono numerosissime e possono essere classificate in tre tipi:

  • Granuli primari, di tipo A, relativamente più grossolani (0,5 µm di diametro), azzurrofili e relativamente scarsi (10-20%), contenenti enzimi lisosomi ali come fosfatasi, perossidasi, idrolasi, ecc..
  • Granuli secondari, di tipo B, più (diametro di 0,2 µm) e specifici, cioè tipici dei granulociti neutrofili e contenenti fosfatasi alcalina, per ossidasi, catalasi, lisozima e fagocitino (queste ultime due sono sostanze antibatteriche). Questi granuli sono importanti per la funzione fagocitaria dei granulociti.
  • Granuli terziari, di tipo C, ancora più piccoli, sempre specifici, ma privi di per ossidasi.

Inoltre, è possibile osservare enzimi specifici di queste cellule quali la cloroacetato-esterasi e l’alfa-naftiloacetato-esterasi e, con la reazione PAS, glicogeno.
Nel citoplasma sono assenti reticolo e ribosomi; rari i mitocondri; scarsamente sviluppato l’apparato di Golgi; numerosissime le microvescicole circondate da membrana (contenenti i granuli); numerosi i microtubuli e microfilamenti responsabili del movimento ameboide e della fagocitosi.
Sulla membrana, invece, sono stati identificati i recettori per il frammento Fc delle immunoglobuline e per il C3b del complemento.

Articolo creato il 5 marzo 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

Articolo utile? Condividilo!
RSS
Seguimi con e-mail
Facebook
Google+
http://medicinapertutti.altervista.org/argomento/ganulociti-neutrofili-o-eterofili/
Twitter