Ghiandole salivari

Le ghiandole salivari si distinguono in maggiori e minori; nel complesso producono circa 1-1,5 litri al giorno di saliva.
Le ghiandole salivari maggiori sono rappresentate dalla parotide, dalla sottomandibolare e dalla sotto­linguale. Sono tre grosse ghiandole extramurali pari, annesse alla bocca, responsabili, per gran par­te, della produzione della saliva. Derivano dal rivestimento epiteliale della bocca primitiva e, nel cor­so dello sviluppo, si accrescono portandosi al di fuori della parete del canale alimentare: la parotide e la sottomandibolare in due logge del col­lo, la sottolinguale nel pavimento della cavità buccale (o orale) propriamente detta, al di sotto del solco sottolinguale. Non vanno tuttavia perdute, nel corso dello sviluppo, le connessioni delle ghian­dole extramurali con le pareti della bocca; tali connessioni si effettuano tramite i condotti escretori che si aprono nella bocca stessa, dove perciò il secreto ghiandolare si riversa. La parotide è annessa al vestibolo della bocca, dove si apre il suo dotto escretore; la sottomandibolare e la sottolinguale sono annessi della cavità buccale propriamente detta, dove si aprono a livel­lo del solco sottolinguale.
Le ghiandole salivari maggiori sono composte da lobuli separati da tessuto connettivo lasso entro cui decorrono i dotti escretori maggiori. I lobuli sono costituiti da acini ghiandolari e da dotti escretori intralobulari. Il secreto degli acini si riversa nei dotti intercalari rivestiti da epitelio cubico o piatto, questi si riuniscono a formare i dotti striati, cosiddetti in quanto l’epitelio di rivesti­mento cilindrico monostratificato è caratterizzato all’esame microscopico da strie intracitoplasmatiche evidenti nella parte basale. L’aspetto striato deriva dall’orientamento verticale dei mitocondri che sono situati in compartimenti sottili determi­nati da ripiegamenti della membrana basale. I dotti striati sono intralobulari e confluiscono nei rami dei dotti escretori che decorrono nel connettivo interlobulare. Questi ultimi danno origine ai dotti escretori principali.
I dotti escretori della ghiandola parotide e della sottomandi­bolare sono particolarmente lunghi e sono denominati dotto di Stenone e dotto di Wharton. Tra la membrana basale e le cellule degli acini e dei dotti intercalari sono presenti le cellule mioepiteliali. Queste, sebbene di origine epiteliale, hanno attività contrattile, in quanto nel citoplasma sono presenti miofibrille, ed hanno la funzione di favorire la progressione del secreto. Le cellule dei dotti, e più raramente quelle degli acini, con l’avanzare dell’età, possono andare incontro ad un particolare tipo di metaplasia; diventano cioè cellule dotate di ampio citoplasma eosinofilo, di aspetto granuloso che sono dette oncociti (da ònkòs, gonfiore) o anche cellule ossifile in quanto si colorano intensamente con l’eosina. All’osserva­zione ultrastrutturale il citoplasma di tali cellule risulta occupato da numerosi mitocondri.
Entro la capsula della ghiandola parotide è presente tessuto linfatico, talora organizzato in veri e propri piccoli linfonodi. Infine tessuto ghiandolare salivare può ritrovarsi, in condizioni di normalità, anche nei linfonodi laterocervicali adiacenti alla ghiandola. L’associazione con il tessuto linfatico è caratteristica della ghiandola parotide e non si riscontra normalmente nelle altre ghiandole salivari.

Le ghiandole salivari minori, intramurali, sono situate nella mucosa e nella sottomucosa delle labbra (ghiandole labiali), delle guance (ghiandole malari), del palato (ghiando­le palatine) e della lingua (ghiandole linguali). La struttura è tubulo-acinosa più o meno complessa; la secrezione può essere sierosa, mucosa o mista.
La saliva prodotta dalle ghiandole minori svol­ge le proprie funzioni (per esempio quelle lubri­ficanti e antibatteriche) nel territorio della pare­te buccale in cui si trovano le ghiandole stesse; a queste ghiandole competono poi funzioni ben determinate, come è il caso delle ghiandole po­steriori del corpo della lingua che si aprono a li­vello delle papille vallate e foliate, mantenendo detersa la superficie mucosa e migliorando in tal modo la capacità di percezione gustativa.

Quando sono colpite in maniera generalizzata da processi patologici si determina una diminuzione della secrezione con conseguente secchezza della mucosa orale (xerostomia) e predisposizione alle infezioni e alle malattie dentali (carie, periodontiti). Il processo patologico localizzato ad una ghiandola può manifestarsi con dolore e/o tumefazione. L’aumento di volume può essere dovuto ad una neoplasia, ma più frequentemente a condizioni non neoplastiche come infiammazioni e sialolitiasi.

Ghiandole salivari

Articolo creato il 14 agosto 2011.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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