Glomo carotideo

Il glomo carotideo (o carotico) è un organo chemocettore, capace di rispondere alle variazioni della composizione chimica del sangue che circola attraverso l’organo e di dare origine a riflessi passanti per il nervo vago e il nervo glossofaringeo e agenti sulla respirazione.
È un organo generalmente pari, ma in qualche caso può mancare o essere rappresentato da numerosi piccoli noduli. Ha forma ovale o fusata e il suo maggior diametro non supera i 4-6 mm; ha colorito rosso bruno e consistenza dura. È situato sulla faccia mediale della carotide comune presso l’angolo di biforcazione di questa in carotide esterna e interna.
Il glomo carotideo è rivestito da una capsula fibrosa, che invia all’interno setti in cui decorrono numero vasi sanguigni e fibre nervose mieliniche ed amieliniche, che scompongono l’organo in lobuli. Questi ultimi sono costituiti da raggruppamenti di cellule di aspetto epitelioide, rotondeggiamti o poliedriche, fornite di un nucleo grande, poco colorabile e di un citoplasma finemente granuloso. Tali cellule non sono cromaffini (anche se il glomo carotideo viene fatto rientrare tra i paragangli).

Una ricca rete di sinusoidi, derivati dai vasi settali, decorre tra le cellule epitelioidi, le quali contraggono con la parete capillare intimi rapporti. Molto abbondanti tra le cellule sono anche le fibre nervose, molte delle quali danno origine a terminazioni di tipo sensitivo in rapporto con le cellule stesse e con la parete dei sinusoidi.
Al microscopio elettronico sono state dimostrate giunzioni di tipo sinaptico tra terminali nervosi e cellule sinusoidi.
Le fibre nervose derivano soprattutto dal ramo carotico del nervo glossofaringeo e anche dal ganglio inferiore del vago e dal ganglio cervicale superiore dell’ortosimpatico.
L’innervazione simpatica ha soprattutto significato

Glomo carotideo

Articolo creato il 20 novembre 2011.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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