Impiccamento

L’impiccamento rappresenta una forma di asfissia provocata dalla compressione del collo da un laccio fissato ad una estremità e stirato verso il basso dal peso del corpo, completamente o incompletamente sospeso.
Un laccio (corda, cinghia, lenzuolo, asciugamani) viene in genere fissato con un estremo ad un punto elevato, l’altra estremità viene annodata ad ansa fissa o median­te nodo scorsoio. L’individuo si pone in una posizione più alta rispetto al suolo (ad esempio, salendo su una scala), fa passare il capo dentro l’ansa (ponendo quindi il cappio intorno al collo), e si abbandona nel vuoto.
L’impiccamento si dice completo se il corpo è interamente sospeso nel vuoto, incompleto quando una parte è in contatto con il suolo. Se il nodo è posto in corrispon­denza della nuca è detto tipico, al contrario atipico se si trova in posizione laterale o anteriore. Si parla di impiccamento interrotto quando la rottura del laccio o l’intervento di un soccorritore ne impediscono la conclusione fatale, di simulato per so­spensione del cadavere.
L’impiccamento giudiziario determina una morte istantanea per compressione del midollo allungato dal dente dell’epistrofeo lussato dall’atlante. Tale modalità attuativa implica un impiccamento atipico con nodo posto anteriormente e l’acquisizione da parte del corpo della vittima di una energia cinetica tale da indurre al momento dello strappo la lussazione atlo-epistrofica.
Per fare ciò occorre stabilire la lunghezza della corda in funzione del peso del corpo. In passato, la proporzionalità tra peso della vittima e lunghezza della corda, frutto di progressive esperienze, erano tramandati da padre in figlio. Il boia più esperto era quello che induceva una morte istantanea della vittima, anche se gli spettatori delle esecuzioni giudiziarie speravano di poter vedere la “danza” dell’impiccato indotta dalle convulsioni asfittiche terminali. Ove la morte non sopraggiungeva in tempi rapidi intervenivano i tirapiedi, che palesato il fallimento dell’opera del boia e, attaccandosi ai piedi della vittima sospesa ne agevolavano o determinava­no il decesso.

Fisiopatologia dell’impiccamento
La morte da impiccamento è legata a tre fattori:

  • Fattore asfittico: il laccio, trovandosi a livello del margine inferiore della mandibola (spazio tiro-joideo), sposta indietro ed in alto l’osso joide e la base della lingua che premendo contro il palato ed il faringe occlude le vie aeree (per tale meccanismo è sufficiente una trazione di 4-5 Kg. Per schiacciare la laringe e la trachea è necessaria, invece, una trazione di 15-20 Kg).
  • Fattore circolatorio: l’occlusione dei grossi vasi sanguigni del collo (arterie caroti­di e vene giugulari) provoca il blocco di buona parte della circolazione di sangue nel territorio cefalico, causando una condizione di ipossia del tessuto nervoso accompagnata da perdita rapida di coscienza; qualora il peso esercitato in trazione sul collo sia di entità ancora maggiore, può avvenire anche la chiusura delle arterie vertebrali con conseguente anossia cerebrale totale.
    È importante sottolineare che solo trazioni pari a pesi elevati (25-30 Kg) possono essere in grado di chiudere le arterie vertebrali; per le altre strutture vascolari del collo bastano trazioni di entità inferiore (per le carotidi 4-5 Kg; per le giugulari circa 2 Kg).
  • Fattore nervoso: la stimolazione del vago e dei recettori seno-carotidei può produrre l’arresto immediato del cuore con morte da inibizione riflessa.
  • Raramente si riscontrano lesioni del midollo spinale o del bulbo da lussazione atlanto-epistrofea o di altre porzioni del rachide cervicale (fattore traumatico) che si realizzano in genere per strappo violento del laccio sul collo dopo una caduta da un’altezza notevole. Per impiccamenti con caduta da grande altezza (ponti) si può realizzare il distacco del capo dal corpo

Il quadro sintomatologico terminale è in genere tumultuoso con morte rapida in pochi minuti.

Segni dell’impiccamento
I segni dell’impiccamento possono essere esterni ed interni.
Tra i segni esterni, il più caratteristico dell’impiccamento è il solco cutaneo, dovuto alla compressione del laccio sul collo, che persiste nel cadavere anche dopo la rimozione del laccio stesso. Il solco è molle quando la compressione è esercitata da un laccio soffice e largo (cinto dell’accappatoio, asciugamano di spugna) e l’impronta che ne consegue è rosso chiaro-te­nue; è duro, permanganaceo ed escoriato se il laccio ha una superficie scabra e consi­stente.
Tale solco è obliquo dal basso (pieno dell’ansa) in alto (nodo), di ineguale profondità perché maggiore a livello dell’ansa e degradante verso il nodo, discontinuo perché s’in­terrompe a livello del nodo dove la forza di trazione discosta il laccio dalla cute.
Altri segni esterni sono:

  • Disposizione di macchie ipostatiche “a calzino” (piedi) e a “guanto” (mani) per effetto della forza di gravità; sono spesso associate a petecchie cutanee (per rottura della parete dei capillari) se la salma rimane sospesa per un tempo utile per la formazione delle ipostasi.
  • Intensa cianosi del viso.
  • Emorragie sottocongiuntivali.
  • Protrusione della lingua.
  • Spermatorrea con inturgidimento del pene.

Sono segni interni dell’impiccamento:

  • Emorragie nel derma, nel sottocutaneo e nel connettivo interstiziale in corrispondenza del solco del collo.
  • Lacerazione ed emorragia delle fibre dei muscoli del collo (sternocleidomastoi­deo e soprajoidei).
  • Frattura-lussazione dell’osso joide e dei corni ioidei della cartilagine tiroidea.
  • Rottura trasversale dell’intima della carotide comune in prossimità della sua biforcazione (segno di Amussat).
  • Ecchimosi nell’avventizia delle carotidi (segno di Friedberg).
  • Lacerazione delle fibre nervose del vago (segno di Dotto).
  • Ecchimosi retrofaringea o prevertebrale (segno di Brouardel).
  • Emorragie nei linfonodi cervicali che si trovano al di sotto ed al di sopra della corda (segno di Jankovich e Incze).
  • Emorragie sotto il legamento longitudinale anteriore della colonna vertebrale al passaggio dorso-lombare (segno di Simon).

Nella diagnosi medico-legale è importante la distinzione tra gli impiccamenti accidentali, quelli a scopo suicidario o omicidiario; ma ancora più importante è la dia­gnosi differenziale tra l’impiccamento e sospensione di cadavere.
L’omicidio per impiccamento è evenienza molto rara, la vittima deve essere posta in condizione di non opporre resistenza, quindi si tratta di soggetti colti di sorpresa o alie­nati o privi di sensi ed in genere sono rilevabili delle lesioni estranee al meccanismo dell’impiccamento. Importante è verificare, durante il sopralluogo, se la lunghezza del laccio è tale da permettere un’autosospensione, se sono rimaste serrate la mani della vittima nel laccio, segno dell’estremo tentativo di difesa; inoltre se superfici prossime al cadavere (ad esempio, muri) possono aver provocato lesioni per effetto di oscillazioni o convulsioni asfittiche.
Il suicidio è l’evenienza più frequente. Tale procedura, infatti, è scelta per la faci­lità e rapidità di esecuzione e di morte.
La forma accidentale è legata a giochi pericolosi di bambini, ad infortuni sul lavo­ro, ad esercizi di acrobati con corde o a pratiche erotiche.
La sospensione del cadavere è realizzata per simulare un suicidio di vittime uccise con altri mezzi. La diagnosi differenziale si basa sul reperimento di lesioni vitali in corrispondenza del solco e dei tessuti profondi (segno di morte per impiccamento), quali ecchimosi ed emorragie, sulla disposizione delle ipostasi, qualora la sospensione sia stata attuata dopo alcune ore dalla morte e dall’assenza o presenza eventuale di tracce indicative di un altra modalità di morte.

Articolo creato il 28 gennaio 2014.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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  • rossana

    avrei una domanda..premetto che non sono un medico.. mi chiedevo quale potrebbe essere l’esatta posizione delle mani durante un suicidio atipico incompleto?e perchè? nel senso una persona ha il tempo di opporre resistenza ( mi riferisco ovviamente alla simulazione di suicidio..) in qualche maniera o si determina una posizione delle braccia e delle mani che è quasi sempre a stessa? Grazie!

    • Sinceramente, Rossana, non so risponderti. Se dovessi giungere ad una conclusione la riporto qui stesso.
      Ciao!

  • Stev

    Salve, avrei una domanda chiarificatoria: quindi leggendo tutto l’articolo si deduce che l’impiccato muoia per soffocamento e non per strangolamento. Giusto ?
    Grazie

    • No Stev, l’impiccamento è una forma di strangolamento (asfissia per compressione delle vie respiratorie con lacci o mezzi idonei – tipo corda -), mentre il soffocamento è una forma di asfissia in cui gli sono occlusio gli orifici respiratori (bocca, naso) tramite mani, panni, nastro adesivo, altro (quindi nel soffocamento non si comprimono le vie respiratorie).