Ipostasi

Le ipostasi rientrano tra i fenomeni cadaverici consecutivi e sono la conseguenza della cessazione dell’attività cardiaca: il sangue si accumula passivamente nelle zone più basse per gravità. Il sangue cadaverico, infatti, è reso incoagulabile per distacco delle fibrinolisine a livello delle pareti vasali; è possibile riscontrare qualche piccolo trombo a livello cardiaco in soggetti con gravi sepsi o stati cachettici che determinano una defedazione generale che possa interferire con il sistema delle fibrinolisine.
Il fenomeno riguarda tutte le parti del cadavere, quindi anche gli organi interni. L’espressione apprezzabile all’esame esterno del cadavere è costituita dalla caratteristica colorazione rossa, di solito scura, che compare alle regioni declivi non soggette a compressione: ad esempio, nel cadavere supino si apprezzerà la coloritura ipostatica alle regioni posteriori del collo, del tronco e degli arti; in posizione prona (come in un annegato) le ipostasi saranno situate sul viso e sulle regioni ventrali del tronco; nel decubito laterale sull’emifianco del decubito; la posizione epistatica, cioè sulle spalle, a livello delle regioni giugulari e sovraclaveari è compatibile con una morte per causa cardiaca per la quale il sangue tende ad accumularsi in queste regioni; nel cadavere di un impiccato si troveranno in corrispondenza dei segmenti distali degli arti superiori ed inferiori con disposizione tipica a guanto e a calzino.
In condizioni normali le ipostasi compaiono alle regioni declivi circa 2 ore dopo la morte (l’aspetto è roseo soffuso dopo i primi 75 minuti circa dal decesso). Entro le prime ore dalla loro comparsa le macchie sono suscettibili di attenuarsi fino a scomparire se si esercita su di esse una compressione tale da scacciare il sangue stagnante nei capillari (ipostasi di 1° grado). Nello stesso precoce lasso di tempo, se viene modificata la posizione della salma in modo che una regione ipostatica divenga sopraelevata, le macchie si attenuano in questa sede e ne compaiono delle nuove in regioni divenute declivi (trasposizione o migrazione delle mac­chie ipostatiche).
Dopo circa 5-6 ore se il cadavere è spo­stato le ipostasi migreranno parzialmente nelle nuove sedi, ma non scompariranno nelle precedenti e dopo 10-12 ore le macchie ipostatiche divengono inamovibili (ipostasi di 2° grado). Il fenomeno della comparsa delle ipostasi è completo dopo 15 ore circa. All’incirca dopo la 15a ora la cancellazione delle macchie non è più possibile, anche se ancora possono comparirne in aree declivi.
Il motivo delle macchie ipostatiche inamovibili va ricercato nel fatto che con lo stabilirsi dell’autolisi si verifica anche l’emolisi postmortale. L’emoglobina, resasi libera, passa nel plasma e, quindi, abbandona i vasi, fattisi nel frattempo abnormemente permeabili, onde ne deriva imbibizione dei tessuti limitrofi, in particolare della cute.
La comparsa delle ipostasi è precoce e intensa negli stadi di fluidità del sangue (asfissie acute, morti improvvise); sono più tardive e scarse nelle rapide coagulazioni del sangue (ustioni).
Il colorito delle macchie ipostatiche è solitamente rosso scuro, dovuto al fatto che dopo la morte l’ossigeno si stacca dal gruppo eme determinando lo stato ridotto dell’emoglobina. Il colorito può variare:

  • Nel cadavere che ha soggiornato in acqua o comunque in ambiente umido o freddo (ad esempio, in cella frigorifera) le ipostasi hanno colorito rosso chiaro, in quanto viene favorita l’ossigenazione dell’emoglobina attraverso la cute.
  • In caso di morte da avvelenamento da ossido di carbonio assumono colorito rosso vivo (rosso ciliegia).
  • Nelle morti da sostanze metaemoglobinezzanti hanno colorito rosso-brunastro scuro.
  • Nell’intossicazione da cianuro hanno colorito rosso acceso.
  • Nell’avvelenamento da nitrato e nitriti sono di colore marroncino.
  • Nei feti e nei neonati sono rosso chiaro.

Importante è differenziare la coloritura delle ipostasi da stravasi emorragici conseguenti a traumatismi meccanici contusivi (ecchimosi): con l’incisione dei tessuti molli e la let­tura istologica appare evidente che nelle ipostasi i globuli rossi sono intravasali, nelle lesioni traumatiche extravasali, coagulati e imbrigliati in un reticolo di fibrina.
Le zone che appaiono bianche tra le ipostasi sono quelle corrispondenti alle regioni di decubito compresse e pertanto la forma di queste aree descrive un disegno che altro non è che un “negativo” che può essere utile per verificare se il cadavere è stato spostato dopo che le ipostasi erano ormai diventate inamovibili.

Articolo creato il 7 gennaio 2014.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il  titolo.

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