Lesioni da elettricità

Le lesioni da elettricità possono originare da due diverse fonti: le correnti di uso domestico o industriale (folgorazione) o l’elettricità atmosferica (fulminazione).
La corrente elettrica è generata dal flusso negativo di elettroni prodotto da una forza motrice, detta “tensione” o “voltaggio” (volt), dotata di una specifica intensità (Ampere) ed una frequenza (Hertz). Si è soliti dire che la nocività della corrente elettrica non risiede tanto nel voltaggio o nella tensione, ma bensì nell’amperaggio che indica la quantità di elettroni in movimento nella sezione di conduttore nell’unità di tempo.
In tutti i casi prevalgono grandemente le disgrazie accidentali o gli infortuni sul lavoro rispetto alle morti per omicidio o suicido.

Effetti nocivi della corrente
Tre sono i possibili meccanismi attraverso i quali l’energia elettrica produce i suoi effetti dannosi sul corpo umano:

  • Azione elettrotermica: per l’effetto Joule si ha produzione di calore che surriscalda i tessuti al passaggio della corrente.
  • Polarizzazione: tale meccanismo altera la funzionalità delle cellule (modifican­done il potenziale di membrana, denaturandone le proteine e l’equilibrio ionico citoplasmatico) in maniera momentanea o permanente fino a determinarne la necrosi.
  • Azione elettromeccanica: il flusso di corrente, rilasciando energia cinetica nell’attraversare i tessuti, ne modifica l’assetto citologico.

Per la pericolosità delle correnti hanno importanza:

  • Modalità del contatto: più pericoloso il bipolare in cui la corrente elettrica entra a far parte di un circuito che scarica di continuo energia elettrica attra­verso il corpo umano, rispetto all’unipolare in cui la corrente scarica al suolo.
  • Superficie di contatto: a parità di corrente, più è ristretta la superficie di con­tatto, maggiori saranno gli effetti nocivi locali per maggiore concentrazione della corrente in un unico punto.
  • Durata del contatto: brevi contatti agiscono sul cuore e sul sistema nervoso centrale provocando fibrillazione e perdita di coscienza; contatti prolungati producono ustioni necrotiche della cute che impediscono l’ulteriore ingresso di corrente limitando le lesioni generali.
  • Grado di isolamento: se vi è un perfetto isolamento, non si crea differenza di potenziale tra il punto d’entrata e di uscita della corrente elettrica e quindi non si genera passaggio di corrente e non si hanno effetti dannosi sul corpo. I mi­gliori isolanti sono il legno, la gomma, la porcellana, ecc..
  • Fattori predisponenti: alcool, cardiopatie aritmiche, stress, sudore, ecc..

Le lesioni dovute alla corrente elettrica si dividono in locali ed in genera­li.

Effetti generali della corrente elettrica
Gli effetti generali variano in rapporto all’intensità della corrente, oltre che alla presenza o meno dei citati fattori predisponenti:

  • Sensazione di corrente superficiale: nelle scosse elettriche più lievi 0,9-1,2 mA si presenta sotto forma di un formicolio nelle regioni a contatto con la fonte elet­trica.
  • Contrazioni muscolari: inizialmente nonostante i crampi dolorosi il soggetto è ancora in grado di controllare i movimenti e di abbandonare la presa del con­duttore. Tra i 25 e gli 80 mA può comparire una tetanizzazione prolungata e generalizzata della muscolatura che, se coinvolge anche i muscoli respiratori, può portare a morte per asfissia acuta.
  • Fibrillazione ventricolare: determinata da correnti di 80 mA-3 A che attraversa­no il cuore.
  • Shock neurogeno: correnti di 3-8 A possono determinare la paralisi dei centri bulbari, con arresto cardio-respiratorio immediato.
  • Shock primario: elevate tensioni elettriche, dopo una vasocostrizione massiccia, determinano un’imponente vasodilatazione periferica con collasso cardio-circolatorio.
  • Shock secondario: è legato alle lesioni muscolari conseguenti alla tetania elettrica protratta con associata liberazione di notevoli quantità di chinine e mioglobina e talora insufficienza renale acuta.

Effetti locali della corrente elettrica
Gli effetti locali della corrente elettrica sono le ustioni e il marchio elettrico.
Le ustioni elettriche si distinguono in:

  • Ustioni da conduttore elettrico (reso rovente dal corto circuito): sono lesioni che riproducono a stampo il conduttore.
  • Ustioni da arco voltaico: colpiscono i segmenti corporei più esposti (arti e capo), producono grandi ustioni con perdita di sostanza vasta e crateriforme, carbonizzazione completa dei tessuti, “cottura” dei muscoli e talora mutilazione di intere parti del corpo.
  • Ustioni da corrente elettrica: sono causate dall’effetto Joule nei tessuti cutanei attraversati dalla corrente (calore che si genera all’interno del corpo per il passag­gio della corrente); sono caratterizzate da necrosi massiva da coagulazione e disidratazione della cute con residua formazione di un’escara di tessuti mummifi­cati.

Il marchio elettrico è tipicamente associato alle lesioni da energia elettrica e si rileva nel punto di contatto tra la pelle ed il conduttore di cui spesso riproduce la forma. A seconda del­la gravità delle lesioni, se ne distinguono 2 tipi:

  • Primo tipo (senza perdita di sostanza cutanea): piccolo rilievo cutaneo roton­do, lineare o ellittico, leggermente depresso al centro, giallo pallido e duro, simile a gocce di cera depositate sulla cute. È determinato dallo scollamento degli strati epidermici profondi in seguito alla formazione di bolle gassose per evaporazione di li­quidi cellulari ed interstiziali, con integrità del rivestimento corneo.
  • Secondo tipo (con perdita di sostanza cutanea): si può presentare come una semplice disepitelizzazione con messa a nudo del derma o come un’escara crateriforme con margini rilevati e fondo giallastro-bruno o rosso bruno per piccole emorragie puntiformi.

Frequenti e caratteristici sono i marchi dovuti al contatto di conduttori a bassa tensione (corrente domestica); talvolta la cute bagnata determina una resistenza così scarsa da mancare ogni traccia anche dopo una scarica mortale.
L’esame istologico del marchio dimostrerà la presenza di vacuoli da calore nell’epidermide, la necrosi da coagulazione del derma e l’allungamento filiforme delle cel­lule degli strati spinoso e basale. Il deposito di particelle metalliche (soprattutto rame) rappresenta un reperto frequente lasciato dal conduttore sulla cute (metallizzazione). Le alterazioni cutanee del marchio elettrico e gli effetti della metallizzazione resistono ai fenomeni putrefattivi e sono quindi osservabili anche a distanza dalla morte.
Dal punto di vista anatomo-patologico si rileva congestione, edema e talora emorragie polmonari; lisi e frammentazione della mielina, emorragie puntiformi del tessuto miocardico e necrosi ischemiche. Le ipostasi sono estese ed accentuate e la putrefazione è rapida. Anche il rigor è intenso e precoce a causa della tetanizzazione muscolare che precede la morte.

Quando invece la corrente elettrica origina dall’atmosfera (fulmine) si parla di fulminazione. Le lesioni possono essere causate da un’azione diretta del fulmine che travolge l’individuo (ustioni gravissime con possibile incenerimento completo del corpo e morte immediata) o da un’azione indiretta, simile a quella di un’esplosione, e legata allo spostamento d’aria, o all’urto di materiali provenienti dallo scoppio o da­gli incendi. A volte il fulmine può produrre solo danni di scarsa rilevanza; può cioè limitarsi ad ustionare peli o capelli senza lesionare la cute sottostante o strappare le vesti (vento di scoppio) e fondere gli oggetti metallici indossati dalla vittima (il metallo attira il fulmine). Nelle lesioni da fulmine possono coesistere fratture ossee ed altre lesioni traumatiche (per esempio rottura dei visceri toraco-addominali) dovuti agli effetti esplosivi o all’urto di oggetti proiettati a distanza. Gli incidenti da elettricità atmosferica avvengono durante i temporali, costituiscono un rischio generico per tutta la popolazione, ma un rischio generico aggravato per taluni lavoratori maggior­mente esposti, come i contadini ed i pastori, per i quali vi può essere il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro.

Gli incidenti da elettricità artificiale sono frequenti nelle industrie, nelle ferrovie, nei cantieri edili e nell’ambiente domestico (qui si verifica la maggior parte dei danni da elettricità a causa dell’enorme diffusione degli elettrodomestici e della superficia­lità con cui vengono maneggiati). Negli infortuni sul lavoro è ipotizzabile il carattere colposo per mancanza di misure idonee di prevenzione.
Rari i suicidi e gli omicidi, per questi ultimi sussiste eventualmente l’aggravante del mezzo insidioso qual è l’uso della corrente elettrica.
Da ricordare, anche, che in alcuni Stati è ancora in vigore la pena capitale me­diante sedia elettrica (elettroesecuzione).
Nel caso di sopralluogo, in casi sospetti di morte per folgorazione, è importante verificare le condizioni degli impianti e della corrente, se il suolo è bagnato, se vi sono bruciature degli indumenti o fusione di oggetti metallici della vittima.

Articolo creato il 31 gennaio 2014.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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