Lesività da incidenti del traffico

In tale capitolo dei grandi traumatismi sono comprese le lesività osservate nel corso di incidenti derivanti dal traffico stradale (i più comuni per la maggiore congestione di mezzi sia in ambito urbano che extraurbano), ma anche dal traffico aereo, navale e ferroviario.
Differenti lesività sono riconducibili a differenti modalità del sinistro stradale, potendo così distinguere:

  • Investimento del pedone.
  • Lesioni degli occupanti l’autovettura, quindi:
    • Lesioni del guidatore.
    • Lesioni dei trasportati.

In tale ambito, le indagini medico-legali non si limitano solo allo studio delle le­sività traumatiche delle vittime al fine di accertare le cause di morte e, ove possibile, la dinamica degli eventi, ma si estendono all’analisi dell’eventuale stato di ebrezza da sostanze alcoliche o di intossicazione da stupefacenti delle persone coinvolte nel sinistro per gli ovvi risvolti penalistici e civilistici. In altri casi (investimento da par­te di pirati della strada) è inoltre possibile fornire indicazioni utili all’identificazio­ne del mezzo investente: ad esempio, quando siano presenti sul corpo o sugli indumenti della vittima le impronte a stampo di un battistrada ovvero frammenti di ver­nice.
Per investimento s’intende il complesso delle lesioni contusive direttamente o indirettamente prodotte su una persona da un veicolo in movimento (biciclette, mo­to, autovetture, autocarri, ecc.).
La lesività varia in funzione del mezzo investitore. Diverse sono le lesioni provo­cate dall’investimento da parte di un’autovettura, da quelle provocate da un furgo­ne, o da un camion.

Articolo creato il 27 gennaio 2014.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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