Melanociti

Nell’epidermide, dopo i cheranociti, i melanociti rappresentano la popolazione cellulare più rappresentata.
Il loro numero corrisponde a circa ¼ di quello delle cellule basali e, pur variando in rapporto ai diversi distretti cutanei, è relativamente costante per unità di area epidermica nei diversi individui (circa 1500/mm2). Inoltre, la distribuzione dei due principali tipi cellulari dell’epidermide non è casuale, tanto che può riconoscersi un’unità epidermico-melanica in cui un melanocito risulta circondato da  un insieme costituito da 36 cheratinociti.
I melanociti presentano attività mitotica; al microscopio luce e con le comuni colorazioni essi appaiono tondeggianti e poco evidenti; hanno perciò ricevuto anche la denominazione di cellule chiare. Il loro citoplasma appare infatti debolmente basofilo e il nucleo è piccolo, intensamente colorabile.
Con le colorazioni all’argento è possibile rivelare la forma irregolare di tali cellule per la presenza di prolungamenti lunghi e ramificati. I prolungamenti si insinuano tra le cellule circostanti formando un reticolo in vicinanza della giunzione dermo-epidermica. È caratteristica nei melanociti l’assenza di desmosomi.
Nel citoplasma si reperiscono numerosi granuli, denominati melanosomi, in cui è presente il pigmento melanina.
I melanosomi sono organuli ellissoidali, con un diametro maggiore di 0,7 µm e uno minore di 0,2 µm; al loro interno si può apprezzare una struttura regolare con fini granulazioni di circa 5 nm di diametro e con fibrille caratterizzate da regolari striature.

Articolo creato il 16 luglio 2011.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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