Metabolismo degli ormoni

Il metabolismo degli ormoni segue le solite tappe: sintesi, distribuzione, biotrasformazione ed eliminazione.

Sintesi degli ormoni I processi di sintesi degli ormoni dipendono dalla loro natura chimica.

  • Gli ormoni proteici (o peptidici) sono sintetizzati a livello ribosomiale nel reticolo endoplasmatico rugoso, in seguito alla traduzione delle sequenze aminoacidiche codificate dall’RNA-messaggero (mRNA). L’ormone, tuttavia, non viene prodotto nella forma biologicamente attiva ma come precursore ad alto peso molecolare, il cosiddetto preormone, che contiene anche la sequenza amminoacidica dell’ormone definitivo. La sequenza vera e propria dell’ormone verrà quindi separata enzimaticamente dal precursore attraverso un processo postraduzionale.
    Gli ormoni peptidici vengono riuniti in una matrice proteica e raccolti in granuli di secrezione, provvisti di una propria membrana, che vengono generalmente secreti in breve tempo. In presenza di stimoli secretori appropriati, infatti, i granuli di secrezione si fondono con la membrana plasmatica, si aprono e riversano il loro contenuto nello spazio extracellulare tramite esocitosi.
    Anche le cellule nervose possono produrre ormoni proteici e peptidici. Queste cellule spesso secernono il loro prodotto anche nel sangue circolante, esse producono quindi un neurormone. La differenza essenziale tra un neurormone e un neurotrasmettitore è che il primo raggiunge il proprio organo bersaglio attraverso il circolo ematico mentre il secondo diffonde attraverso lo spazio intersinaptico.
  • Gli ormoni steroidei e tiroidei sono prodotti tramite trasformazioni enzimatiche multiple. Essi non hanno una fase di deposito intracellulare e quindi la loro immissione in circolo dipende totalmente dalla sintesi.

Distribuzione degli ormoni La permanenza in circolo dei diversi ormoni è molto variabile, da un’emivita di meno di un minuto per l’adrenalina, di qualche minuto per il glucagone, l’insulina e i neurormoni, di decine di minuti per le glicoproteine ipofisarie e il cortisolo, di qualche ora per altri steroidi, fino a un giorno per la triiodotironina (T3) e 6-7 giorni per la tetraiodotironina (T4).
L’emivita dipende da numerosi fattori tra cui hanno particolare importanza le proteine plasmatiche che legano gli ormoni; ciò perché è la frazione libera dell’ormone ad essere biologicamente attiva, mentre la quota legata alle proteine funge da serbatoio per le rapide modificazioni dei livelli di ormone in circolo oltre a rallentare il catabolismo periferico.

Biotrasformazione degli ormoni Gli ormoni sono soggetti a processi di metabolizzazione e inattivazione che si svolgono principalmente nel fegato e nel rene e, in misura minore, nel plasma e in altri tessuti. La metabolizzazione non implica necessariamente l’inattivazione ormonale, anzi, talora interviene nei processi di produzione dell’ormone attivo.
Una parte degli ormoni viene degradata intracellularmente (nei lisosomi) dopo l’unione con il rispettivo recettore, sia come complesso ormone-recettore che come ormone libero.

Eliminazione degli ormoni L’eliminazione degli ormoni in quanto tali o come metaboliti avviene in gran parte per via urinaria e in piccola misura con le feci.

Articolo creato il 29 giugno 2011.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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