Metodi per la dimostrazione degli enzimi

I metodi per la dimostrazione degli enzimi sono in generale basati sull’incubazione di sezioni di tessuto in un substrato opportuno che è specifico per l’enzima da studiare. Il substrato viene attaccato dall’enzima e forma così un prodotto di reazione insolubile che può essere già colorato o reso visibile al microscopio attraverso procedimenti successivi. In questi metodi, quindi, non viene messo in evidenza l’enzima, bensì il prodotto di una reazione catalizzata dall’enzima.
Per esempio, con il metodo di Gomori-Takamatsu per la fosfatasi alcalina, la sezione è incubata in una soluzione contenente il substrato glicerofosfato e ioni calcio. Nelle zone della cellula o del tessuto contenenti l’enzima, l’idrolisi del substrato operato dall’enzima libera acido fosforico che precipita sottoforma di fosfato di calcio, incolore. Il precipitato incolore è trasformato attraverso reazioni successive in solfuro di cobalto o di piombo che è visibile al microscopio sottoforma di precipitati scuri localizzati sui siti cellulari che contengono l’enzima.
Le principali cause di errore nell’identificazione della sede delle attività enzimatiche consistono nella possibilità di diffusione del prodotto di reazione che può provocare false localizzazioni.

Articolo creato l’8 marzo 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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