Muscarina

La muscarina è un alcaloide colinomimetico naturale, quindi un parasimpaticomimetico diretto, che deriva dal fungo Amanita Muscaria.
È un composto contenente un ammonio quaternario che agisce quasi esclusivamente a livello dei recettori muscarinici, che da questa prendono il loro nome (non ha quindi attività nicotinica).
La muscarina non trova impiego in terapia ma ha interesse tossicologico nell’avvelenamento da funghi (o micetismo). I sintomi da intossicazione compaiono entro 30-60 minuti dall’ingestione di funghi e consistono in: lacrimazione, salivazione, miosi, dispnea, dolori addominali, evacuazione, allucinazioni, collasso cardiocircolatorio. In tale caso deve essere utilizzata atropina.
Quando si osservano effetti centrali, essi sono dovuti ad altri alcaloidi presenti negli stessi funghi che stimolano recettori GABAergici (come il muscimolo) o glutammatergici (come l’acido ibotenico).

Proprietà farmacologiche della muscarina
A piccole dosi causa marcata ipotensione e bradicardia.
La muscarina stimola le ghiandole lacrima­li, gastriche, pancreatiche, intestinali e le cellule mucose del tratto respiratorio.
Essa non attraversa la barriera emato-encefalica e di conseguenza ha effetti solo periferici.
La muscarina non è degradata dalle colin-esterasi.

Articolo creato il 27 aprile 2011.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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