Muscoli

I muscoli hanno il compito, tramite contrazione, di spostare i segmenti scheletrici secondo movimenti permessi dal tipo di articolazione e di mantenere la postura. Il numero di muscoli non può essere determinato in modo preciso, per le difficoltà che si incontrano nello stabilire se un corpo muscolare debba annoverarsi come muscolo o considerarsi come un semplice fascio di un muscolo vicino, cui sia più o meno unito; per questo motivo si può riscontrare sui vari testi un numero di muscoli che varia tra 374 e 656.

Considerando la forma, distinguiamo muscoli lunghi e muscoli larghi, a seconda della prevalenza di uno o due dei diametri sugli altri. Vi sono muscoli che, come quelli orbicolari e gli sfinteri, si dispongono a circondare cavità e orifici.

I muscoli scheletrici sono organi di varia forma e volume, con parti carnose di colore rosso più o meno intenso e parti tendinee, di colore bianco splendente. Dallo sviluppo della parte carnosa dipende la forza contrattile. La consistenza dei muscoli è molto variabile e dipende dal tono muscolare che è sotto il controllo del sistema nervoso.

La parte bianca dei muscoli è rappresentata dai tendini e dalle aponeurosi d’inserzione che si possono estendere fin dentro lo spessore del corpo carnoso.

I muscoli prendono inserzione sugli organi scheletrici, di regola, mediante due soli capi: il capo di origine e il capo terminale o d’inserzione.

  • Con capo di origine s’intende l’attacco del muscolo a livello del punto fisso.
  • Con capo d’inserzione s’intende l’attacco a livello del punto mobile.

Nel caso di alternanza tra punto fisso e punto mobile, soprattutto negli arti, il termine di origine è riferito al punto prossimale.

Le inserzioni possono essere numerose sia per il capo di origine (muscoli bicipiti, tricipiti, quadricipiti), sia nei confronti del capo terminale (muscoli bicaudati, tricaudati, quadricaudati).

Per quanto riguarda l’aspetto macroscopico del passaggio dalla parte carnosa a quella fibrosa, si possono riconoscere muscoli a fasci paralleli e muscoli a fasci obliqui.

  • Nei muscoli a fasci paralleli, l’andamento delle fibre è parallelo all’asse del muscolo e il tendine si dispone nella stessa direzione della parte carnosa; si parla di giunzione muscolotendinea di tipo terminale.
  • Nei muscoli a fasci obliqui,  le fibre raggiungono il tendine con decorso obliquo rispetto all’asse; si realizzano così due diverse modalità: quella in cui l’attacco della parte carnosa si compie sulle due facce del tendine (muscolo pennato o penniforme) e quella in cui l’attacco si compie su una sola faccia (muscolo semipennato).

Questa diversa disposizione delle fibre porta a risultati prestazionali diverse. Nei muscoli a fasci paralleli l’azione muscolare comporta un notevole accorciamento associato ad un modesto sforzo di trazione. Nei muscoli a fibre oblique, invece, i movimenti sono limitati ma la forza esplicata è notevole grazie al gran numero di fibre brevi di cui sono composti.

In base a criteri funzionali, i muscoli si distinguono in:

  • Flessori ed estensori.
  • Aadduttori e abduttori.
  • Pronatori e supinatori.
  • Rotatori interni ed esterni.

I muscoli, infine, si classificano come agonisti e antagonisti secondo che vi sia tra gli uni e gli altri concorrenza collaborativa o contrasto di azione, rispettivamente, nel corso dei movimenti.

I muscoli si suddividono in 3 categorie: scheletrici, muscolari e cardiaco (miocardio).

I muscoli scheletrici presentano esternamente una membrana connettivale fibrosa, l’epimisio o perimisio esterno, che invia in profondità robusti setti connettivali (perimisio interno) che ramificandosi dividono la massa muscolare in fasci via via più minuti. Questi si definiscono come fasci primari, secondari e terziari, fino a che ogni fibra muscolare è isolata, delimitata da un involucro collageno, l’endomisio, costituito da connettivo reticolare commisto a sostanza fondamentale ricca di mucopolisaccaridi. L’impalcatura connettivale consente ai fasci e fascetti il reciproco scorrimento ed eventuali contrazioni parziali e indipendenti; inoltre, essa fornisce gli spazi connettivali idonei al passaggio dei vasi e dei nervi propri del muscolo.

Tipi di muscolo Tipi di muscolo

L’unità istologica elementare dei muscoli scheletrici è la fibra muscolare striata. Essa è un sincizio plurinucleato (significa una cellula costituita dalla fusione di più cellule -ecco perché contiene più nuclei-) derivato dalle cellule mesodermiche dei somiti o direttamente dal mesenchima. Le fibre sono elementi perenni in quanto il loro numero è già fisso alla nascita, tuttavia sono possibili processi rigenerativi.

La parte tendinea dei muscoli è costituita da tessuto fibroso denso a fasci paralleli. Le fibre collagene sono riunite in fasci primari tra i quali sono disposti fibrociti con grandi espansioni laminari che prendono il nome di tenociti o cellule alari. Tra le fibre collagene del tendine sono disposte fibre elastiche che funzionano da ammortizzatori elastici all’inizio della contrazione. I fasci primari si raccolgono in fasci secondari e terziari, separati tra loro da connettivo lasso con vasi e nervi.

Il tendine è avvolto da una sottile lamina connettivale a fibre intrecciate, il peritenonio, che continua con il periostio e con il perimisio. A livello della parte carnosa del muscolo, queste fibre si intrecciano con le fibre dell’endomisio.

Organi accessori dei muscoli Le fasce sono lamine connettivali fibrose, biancastre, semitrasparenti, che avvolgono singoli muscoli o gruppi di muscoli. Immediatamente al di sotto del tessuto connettivo lasso sottocutaneo si trova una fascia comune che avvolge gli organi sottostanti ed emana sue dipendenze in profondità che si vanno ad inserire su segmenti scheletrici e vanno a separare muscoli o gruppi di muscoli (setti intermuscolari). Così, in ogni segmento corporeo, si definiscono logge fibrose od osteofibrose che, oltre a muscoli e tendini, accolgono vasi e nervi.

In talune sedi, sottoposte a sollecitazioni di pressione o di scorrimento, tra muscoli e tendini e parti scheletriche si formano borse mucose ripiene di un liquido vischioso. Queste borse funzionano come cuscinetti di scorrimento e la loro parete è costituita da una membrana simile alla sinoviale.

In alcuni settori del corpo, particolarmente a livello delle articolazioni, tratti di tessuto fibroso denso inseriti allo scheletro (lacinie e retinacoli fibrosi) delimitano canali osteofibrosi nei quali scorrono i tendini, mantenuti direttamente applicati sullo scheletro. A livello di tali canali, tra le opposte superfici del canale e dei tendini che lo attraversano, si interpone una guaina cilindrica a doppia parete. Questa guaina è costituita da una sottile lamina connettivale, la tonaca vaginale, che riveste la superficie del tendine in tutto il suo percorso nel canale e quindi si riflette a rivestire la parete del canale stesso. La piega di riflessione tra le due lamine prende il nome di mesotenonio e dà passaggio a vasi e nervi destinati alla nutrizione e all’innervazione del tratto del tendine contenuto nel canale; la cavità della guaina contiene un liquido simile alla sinovia che aumenta la superficie del manicotto stesso. Anche a struttura della guaina è simile a quella delle sinoviali articolari.

Muscoli anteriori

Muscoli posteriori

Articolo creato il 16 febbraio 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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