Tessuto connettivo lasso

Il tessuto connettivo lasso è il tipo più diffuso di tessuto connettivale. Deriva dal mesenchima, o connettivo embrionale, che è costituito da cellule di forma stellata dotate di vivace attività ameboide immerse in una sostanza amorfa piuttosto fluida. Nel corso della differenziazione le cellule mesenchimali perdono le proprietà ameboidi e diventano fisse, elaborano tutti  costituenti chimici della sostanza amorfa e si trasformano nei vari tipi cellulari del tessuto connettivo. Tra di esse si deposita un intreccio di esili fibre reticolari e successivamente si raccolgono in fasci assumendo le proprietà tintoriali del collagene.
Il tessuto connettivo lasso forma le tonache proprie situate al di sotto degli epiteli di rivestimento e le tonache sottomucose degli organi cavi comunicanti con l’esterno, partecipando alla costituzione della loro parete.
Il tessuto connettivo lasso avvolge tutti gli organi e penetra nella loro compagine interponendosi tra gli elementi parenchimali e costituendo lo stroma o connettivo interstiziale.
Il tessuto connettivo lasso forma la tonaca intima, insieme all’endotelio, e la tonaca avventizia delle arterie ed insieme a fibrocellule muscolari lisce le tonache media ed avventizia delle vene.
Riempie tutti gli spazi liberi situati tra gli organi interponendosi tra questi e connettendoli tra loro.
Circonda i muscoli ed i nervi e penetra nel loro interno avvolgendo fasci di fibre muscolari o nervose e fibre singole (costituisce, in pratica, epimisio, perimisio, endomisio, epinevrio, perinevrio ed endonevrio).
La trama connettivale, oltre a svolgere una funzione meccanica di sostegno, adempie al compito fondamentale di provvedere alla nutrizione e agli scambi ionici e gassosi tra il sangue e le cellule ed alla difesa contro i microrganismi patogeni e le sostanze estranee.
La sostanza intercellulare del tessuto connettivo lasso è formata dalle fibre, che sono responsabili della sua resistenza alla tensione, della sua elasticità e della funzione meccanica e di sostegno, e dalla sostanza amorfa, che ha i caratteri di un gel viscoso e contiene i liquidi interstiziali. Nella sostanza amorfa decorrono i vasi sanguigni e linfatici e si forma la rete capillare che non penetra nello spessore del’epitelio.
Dai capillari sanguigni, il liquido interstiziale diffonde nella matrice amorfa e penetra nei sottili interstizi tra le cellule epiteliali portando alle cellule le sostanze nutritive, le vitamine, gli ormoni e vari altri componenti organici, i sali inorganici e l’ossigeno presenti nel sangue. Tale liquido ritorna ai capillari carico delle sostanze di rifiuto, di anidride carbonica ed altri prodotti del metabolismo cellulare.
La sostanza amorfa dei tessuti connettivi è quindi la sede degli scambi di prodotti nutritivi e di rifiuto, di gas e di ioni tra il sangue e gli elementi cellulari e viceversa.
Essa ha la proprietà, modificando il suo stato di gelificazione, di accelerare o rallentare la diffusione di sostanze e di regolare così l’intensità degli scambi.
Il trasporto di acqua e soluti dal sangue ai tessuti e viceversa attraverso la parete endoteliale dei capillari avviene in parte per micro pinocitosi ma in misura maggiore per l’intervento di fattori fisici. Il fattore che a livello dell’estremità arteriosa dei capillari determina il passaggio dell’acqua e dei soluti organici ed inorganici dal sangue ai tessuti è la pressione idrostatica generata dall’azione pompante del cuore, mentre il passaggio inverso in corrispondenza dell’estremità venosa dei capillari è regolato dalla più elevata pressione osmotica del sangue rispetto ai liquidi tessutali. In tale processo le proteine ematiche disciolte nel plasma sanguigno svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere una pressione osmotica lievemente più elevata rispetto ai liquidi interstiziali. Il riassorbimento dei liquidi interstiziali avviene anche per mezzo dei vasi linfatici.
La terza importante funzione del tessuto connettivo lasso, quella di difesa, si esplica tramite l’attività fagocitaria dei macrofagi presenti nel connettivo e dei leucociti migrati dal sangue e la produzione di anticorpi da parte dei linfociti e delle plasmacellule. Queste due attività, insieme ad un aumento circoscritto della vascolarizzazione, conducono alla formazione del cosiddetto focolaio di infiammazione.
Altre funzioni del connettivo lasso sono la produzione di eparina e di istamina, la funzione di deposito dei lipidi e di altre sostanze e quella di riparazione dei tessuti.

Tessuto connettivo lasso

Articolo creato il 01 marzo 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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