Vasi e nervi dell’intestino tenue

La vascolarizzazione arteriosa del duodeno dipende principalmente dalle arterie pancreaticoduodenale superiore (ramo dell’arteria ga­stroduodenale dell’arteria epatica) e pancreaticoduodenale inferiore (ramo dell’arteria mesen­terica superiore) le quali, anastomizzandosi, concorrono a formare due arcate arteriose si­tuate rispettivamente sulla faccia anteriore e sulla faccia posteriore del pancreas, in corri­spondenza della concavità del duodeno. Dalla convessità di queste arcate arteriose numerosi rami si portano alla parete duodenale, dove si comportano come i rami delle arterie che si di­stribuiscono alla parete dell’intestino tenue mesenteriale.
All’intestino tenue mesenteriale si portano numerosi rami arteriosi, digiunali e ileali (arte­rie intestinali) che, in numero di 15-20, nascono nello spessore del mesentere, dal lato sinistro, convesso, dell’arteria mesenterica superiore. L’ultima ansa ileale riceve rami che provengono da un’arcata arteriosa che si forma per l’anastomosi tra il ramo inferiore dell’arte­ria ileocolica (che nasce dal lato destro, con­cavo, dell’arteria mesenterica superiore) e la terminazione della stessa arteria mesenterica superiore.
Le arterie intestinali, procedendo nello spes­sore del mesentere, si ramificano e i rami si anastomizzano tra loro così che formano 4-5 serie successive di arcate. Dall’ultima serie di queste arcate arteriose nascono, a intervalli regolari di 0,5-1 cm, numerosi piccoli rami a decorso retti­lineo (arterie rette) i quali, raggiunto il margine concavo dell’intestino, si biforcano e, portan­dosi a decorrere sulle facce opposte dell’ansa, l’abbracciano, fino ad anastomizzarsi con i loro rami terminali in corrispondenza del margine convesso dell’ansa stessa.
Questi rami arteriosi, che decorrono nello spessore della tonaca sierosa, forniscono ramuscoli che si distribuiscono alla tonaca muscola­re, l’oltrepassano e formano una rete arteriolare nello spessore della sottomucosa. Da questa si dipartono i vasellini arteriosi per la mucosa che si distribuiscono alle ghiandole, ai villi e agli ag­gregati linfoidi.

Le vene seguono il decorso delle arterie e con­fluiscono nella vena pancreaticoduodenale, nel­le vene duodenali, nelle vene intestinali che so­no tutte affluenti della vena mesenterica supe­riore e pertanto tributarie del sistema della vena porta.

I vasi linfatici prendono origine nella tonaca mucosa con i linfatici centrali (vasi chiliferi) dei villi intestinali e dall’esile rete linfatica situata tra i corpi delle ghiandole e attorno ai noduli linfatici. Da questa trama linfatica della muco­sa originano rami che, perforando la muscularis mucosae, defluiscono nel ricco plesso linfatico della sottomucosa. Questo è drenato da ampi vasi di raccolta i quali, superata la tonaca mu­scolare (che è assai povera di vasi linfatici), rag­giungono i linfatici della sottosierosa e contri­buiscono con questi a formare, in corrisponden­za del margine concavo dell’intestino, i colletto­ri linfatici efferenti.
I collettori efferenti che provengono dal duo­deno si recano ai linfonodi pancreatici superiori e pancreaticoduodenali. I collettori linfatici mesenteriali seguono, nello spessore del mesentere, il decorso delle arterie e delle vene intestinali. Tra i due foglietti della sierosa sono disseminati numerosissimi linfonodi mesenterici (da 130 a 150) soprattutto abbondanti in corrispondenza del digiuno, distribuiti in prossimità del margi­ne concavo dell’intestino, lungo il decorso dei vasi intestinali e attorno al tronco dell’arteria mesenterica superiore.
Esistono connessioni tra i linfatici dell’inte­stino tenue e i linfatici del fegato, dello stoma­co, del pancreas e del tratto iniziale dell’inte­stino crasso. Tutto questo distretto linfatico è tributario dei linfonodi preaortici i cui collet­tori efferenti contribuiscono a costituire il tronco linfatico intestinale che è radice del dotto toracico.

Per quanto riguarda i nervi, le fibre effettrici viscerali parasimpatiche sono di origine vagale, quelle ortosimpatiche provengono dal 5°-8° segmento toracico del midollo spinale. Tutte si recano al plesso celiaco e quindi raggiungono l’intestino tenue per mezzo del plesso mesenteri­co superiore. Questo, nello spessore del mesen­tere, accompagna dapprima l’arteria omonima e i suoi rami, quindi i filamenti nervosi se ne di­staccano per raggiungere separatamente l’inte­stino tenue dove formano, nel contesto della parete, un plesso sottosieroso, un plesso mienterico (di Auerbach) e un plesso sottomucoso (di Meissner) che posseggono caratteristiche analo­ghe a quelle dei plessi omonimi dello stomaco. Come nello stomaco, anche nell’intestino, il pa­rasimpatico stimola mentre l’ortosimpatico ini­bisce la motilità della tonaca muscolare e la se­crezione.
Fibre sensitive viscerali provenienti dalle pa­reti dell’intestino tenue si portano al 6°-10° seg­mento toracico del midollo spinale.

Vascolarizzazione dell’intestino tenue

Articolo creato il 15 agosto 2011.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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