Coltura di tessuti

La coltura di tessuti permette di osservare e studiare in condizioni favorevoli cellule viventi.
La coltura dei tessuti in vitro consiste nel mantenere in vita cellule singole o frammenti di tessuti o di organi al di fuori dell’organismo al quale appartengono. Tali cellule sono in grado di sopravvivere ed anche dividersi se vengono incubate in un mezzo nutritivo adatto (con pressione osmotica e pH ottimali, nonché con presenza di mezzi nutritivi di opportuna composizione), in condizioni ottimali di temperatura (in genere 37 °C) ed in assenza di contaminazione batterica (tramite sterilizzazione o utilizzazione di materiale monouso).
I mezzi nutritivi impiegati si distinguono in naturali e sintetici.
Il mezzo naturale più usato in passato è stato il coagulo di plasma, che con la sua rete di fibrina costituisce un’eccellente trama di sostegno per le cellule, con l’aggiunta di estratto embrionale (estratto acquoso di embrione) che fornisce la maggior parte dei fattori nutritizi e di stimolo alla crescita. Altri mezzi colturali usati sono: siero di sangue, liquido amniotico, liquido ascitico e agar.
I mezzi sintetici o, più propriamente, a composizione chimica definita, sono costituiti da soluzioni tamponate di aminoacidi, basi puriniche e pirimidiniche, vitamine, zuccheri e sali inorganici in varia concentrazione; di solito, però, è necessario aggiungere una certa quantità di mezzo naturale affinché le cellule crescano.

Articolo creato l’8 marzo 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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