Esplosione

L’esplosione, che rientra tra i grandi traumatismi, è causata dall’espansione improvvisa e violenta di fluidi (gas o vapori) con conseguente rapida e notevole variazione di pressione variamente associata all’eventuale proiezione centrifuga di proiettili primari o secondari nell’ambiente circostante. L’effetto dirompente dell’esplosione è dovuto allo spostamento di grandi masse d’aria, il cosiddetto vento di scoppio, in cui si alternano velocemente on­de di compressione e decompressione, di per sé in grado di sfilare a guanto i vestiti della vittima.
L’entità delle lesioni dipende da una serie di variabili: dall’entità della carica detonante, dalla distanza del corpo rispetto alla scoppio, dalla presenza di oggetti inter­medi tra la fonte dell’esplosione ed il corpo, dall’ambiente in cui si realizza l’esplo­sione; la lesività sarà infatti tanto maggiore quanto minore è l’ampiezza del luogo ove avviene lo scoppio.
Agli effetti meccanici dell’esplosione, possono sommarsi gli effetti termici e gli effetti tossici.

  • Gli effetti meccanici si rilevano a livello epidermico sotto forma di ferite lacere e lacero-contuse spesso associate ad ampi scollamenti cutanei per effetto della compressione prima e della successiva decompressione esercitata dai gas o dall’aria sul bersaglio. Si possono inoltre associare amputazioni complete, nonché ferite lacere multiple con infissione cutanea o intracorporea di parti dell’oggetto esploso (ove presente) ovvero di proiettili spuri secondari all’esplosione (vetri, pietre, frammenti di legno, ecc.).
    Oltre che per gli effetti lesivi indotti dai proiettili primari e secondari è possibile osservare emorragie sottopleuriche o intrapolmonari, emopneumotorace, infarcimento emorragico dei polmoni, lesioni timpaniche e lesioni retiniche o del cristalli­no indotte dagli effetti compressivi/decompressivi del vento di scoppio.
  • Agli effetti meccanici possono inoltre sommarsi gli effetti termici che variano dall’ustione localizzata ad estese ustioni di III grado fino alla carbonizzazione completa del corpo, con conseguenti difficoltà anche per l’identificazione della vittima, in funzione della distanza fra vittima ed esplosione, del tipo di esplosione, dell’eventuale ricorrenza di un “blast flash” (palla di fuoco).

La localizzazione corporea delle ustioni e delle lesioni, consente di comprendere la posizione della vittima al momento dell’esplosione.
Gli effetti tossici si osservano nell’esplosione di industrie chimiche o talora semplicemente in rapporto alla liberazioni di gas dall’esplosione di ordigni bellici; talora possono essere interessate estese aree poste anche a notevole distanza rispetto alla sede di detonazione, così come accade a seguito di esplosioni nucleari, ove agli effetti termici si sommano anche quelli radioattivi.

Articolo creato il 27 gennaio 2014.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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