Recettori adrenergici

I recettori adrenergici fanno parte dei recettori catecolaminergiRecettori adrenergicici (che comprendono anche i recettori dopaminergici). Sono recettori accoppiati a proteine G che, come ligandi endogeni, legano adrenalina e noradrenalina (quindi i recettori noradrenergici sono compresi nella dicitura “recettori adrenergici”).
In base all’affinità per i ligandi endogeni adrenalina e noradrenalina, nonché per il composto di sintesi isoprenalina, i recettori adrenergici sono distinti in recettori α e recettori β.
I recettori α-adrenergici si suddividono in:

  • Recettori α1, che comprendono i sottotipi α1A, α1B e α1C.
  • Recettori α2, che comprendono i sottotipi α2A, α2B e α2C.

I recettori β-adrenergici si suddividono in:

  • Recettori β1.
  • Recettori β2.
  • Recettori β3.

I recettori α1-adrenergici sono solo postsinaptici e sono recettori ubiquitari; il sottotipo α1A ha una prevalente localizzazione a livello dei vasi, del cuore e del fegato, ma negli stessi organi sono presenti i sottotipi α1B e α1C.
Sono tutti associati a proteine Gq/11 che promuovono l’attivazione di una fosfolipasi C (PLC), causando in ultima analisi un aumento della concentrazione di calcio intracellulare.
I recettori α1-adrenergici hanno una significativa rilevanza nel controllo delle funzioni del sistema cardiocircolatorio per la loro presenza nei vasi e nel cuore, nella regolazione delle funzioni del tratto genito-urinario per la loro localizzazione a livello della muscolatura liscia della vescica e della prostata e nella regolazione del tratto gastro-intestinale per la loro presenza nelle pareti e negli sfinteri dell’intestino. Essi mediano la maggior parte degli effetti vasocostrittivi della muscolatura liscia indotti dalla stimolazione dell’ortosimpatico.
Gli effetti dei recettori α1-adrenergici, quindi, sono:

  • Aumento delle resistenze periferiche.
  • Vasocostrizione.
  • Aumento della pressione sanguigna.
  • Midriasi.
  • Nello stomaco, rilasciamento della muscolatura liscia.
  • Nell’intestino, rilasciamento della muscolatura liscia delle pareti e contrazione degli sfinteri.
  • Aumentata chiusura dello sfintere interno della vescica.
  • Aumento della glicogenolisi epatica.
  • Nel SNC determinano stato di veglia e secrezione di ormone adrenocorticotropo (o corticotropina, ACTH) e di ormone luteinizzante (LH).

I recettori α2-adrenergici sono sia presinaptici che postsinaptici. Sono espressi in modo preponderan­te sui neuroni noradrenergici, nei quali sono in grado di me­diare una risposta di tipo iperpolarizzante dovuta alla stimolazione di canali del potassio rettificanti anomali (o inward rectifiers).

  • I recettori α2A sono espressi a livello centrale nel telencefalo, nella corteccia cerebrale, nell’ippocampo, nel cervelletto, nell’ipofisi e nel mesencefalo.
  • I recettori α2B sono stati identificati solo nelle aree del diencefalo mentre mancano nei tessuti periferici.
  • I recettori α2C sono stati trovati nei gangli della base, nel cervelletto, nel fegato e nel rene.

Sono recettori accoppiati a proteine Gi con conseguente inibizione dell’adenilato-ciclasi e riduzione di AMP-ciclico (cAMP) ma altri due meccanismi sono responsabili dei loro effetti: coinvolgimento di proteine G la cui attivazione promuove la fuoriuscita di potassio provocando iperpolarizzazione e proteine G0 che inibiscono i canali del calcio.
I recettori α2-adrenergici sono in genere responsabili di una riduzione del rilascio di noradrenalina (effetti mediati da autocettori presinaptici), ma anche di altri neurotrasmettitori, quali l’acetilcolina nei gangli intramurali dello stomaco (effetto mediato dagli eterocettori presinaptici). Altri effetti mediati da questi recettori sono:

  • Contrazione arteriosa.
  • Rilasciamento della muscolatura liscia.
  • Nel rene, riduzione dell’escrezione di Na+, K+ e Cl.
  • Nel SNC, inibizione della scarica simpatica, aumentata secrezione di ormone della crescita (o somatotropina, GH) e stimolo all’assunzione di cibo.
  • Inibizione della liberazione di insulina da parte delle cellule β-pancreatiche.
  • Inibizione dell’attività della lipasi negli adipociti.
  • Aggregazione piastrinica.

Tutti i recettori β-adrenergici sono postsinaptici e sono accoppiati a proteine Gs con conseguente aumento intracellulare di cAMP che attiva una protein-chinasi A (PKA) che fosforila diverse proteine intracellulari con conseguente comparsa di numerose risposte funzionali.

  • I recettori β1-adrenergici si trovano principalmente a livello miocardiaco, ma anche a livello di alcuni neuroni del sistema nervoso centrale e a livello dell’apparato juxtaglomerulare del rene dove mediano il rilascio di renina.Nelle cellule muscolari scheletriche e cardiache la stimolazione di questi recettori, oltre alla formazione di cAMP, può anche attivare proteine Gs che stimolano la funzionalità di canali del calcio voltaggio-dipendenti costituendo così un meccanismo addizionale nella regolazione dell’attività di questi organi. Con l’apertura di questi canali, il calcio entra nella cellula, si lega alla calmodulina e il complesso Ca++-CaM attiva la kinasi delle catene leggere della miosina (MLCK) provocando:
    • Aumento della contrattilità del miocardio (effetto inotropo positivo).
    • Aumento della frequenza cardiaca (effetto cronotropo positivo).
    • Aumento della velocità di conduzione (effetto dromotropo positivo).
    • Aumento dell’eccitabilità (effetto batmotropo positivo).
  • I recettori β2-adrenergici si riscontrano a livello della muscolatura liscia e nel fegato. Il meccanismo di attivazione di questi recettori è lo stesso dei β1 ma inquesto caso la PKA fosforila la MLCKinattivandola, quindi inibendo la fosforilazione della miosina e la contrazione. Determinano:
    • Broncodilatazione.
    • Rilasciamento della muscolatura liscia viscerale e del tratto urogenitale.
    • Rilasciamento della muscolatura liscia uterina.
    • Aumento della glicogenolisi muscolare ed epatica.
    • Aumento della gluconeogenesi.
  • I recettori β3-adrenergici si riscontrano soprattutto nel tessuto adiposo dove promuovono la lipolisi tramite attivazione della lipasi che catalizza il catabolismo dei trigliceridi ad acidi grassi. Il meccanismo è quello generico: attivazione della PKA.

Articolo creato il 6 marzo 2010.
Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.

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